Il Treno delle donne in difesa della Costituzione è nato tre
anni fa per impedire che venisse approvata la riforma dell’art. 1 della
Costituzione proposta dalla destra
berlusconiana.
Una battaglia portata
avanti dalle donne siciliane che in breve ha visto il
coinvolgimento di molte donne ed altreì di 100 associazioni italiane.
Con il nostro impegno determinato, intransigente e fuori dai partiti siamo riuscite a portare
avanti la nostra battaglia ed a fermare
la scellerata riforma dell’art. 1.
Ancora ad oggi la Costituzione, purtroppo, non è al sicuro,
visto le modifiche che il Parlamento, senza il consenso dei cittadini, sta
portando avanti a ritmo serrato.
Questo è un fondato motivo per non mollare il nostro
impegno, anzi è un nostro dovere impegnarci per fermare ancora una volta lo
scempio annunciato.

Erano
esclusi dal potere. Ed erano puliti. Adesso, invece, li troviamo neri e
sporchi, alla guida del “mondo di mezzo” di Mafia Capitale. Sono gli
eredi della destra, un tempo duri e puri, beccati oggi a manovrare un
sistema criminale pervasivo e trasversale. Ma siamo proprio sicuri che
ci sia stata una svolta, una rottura? “Vivevano nel mito delle mani
pulite, che potevano esibire anche per mancanza di occasioni. Vent’anni
dopo, il fallimento è spettacolare, verrebbe da dire wagneriano”: così
Mattia Feltri. Ancor più forte la nostalgia di Marcello Veneziani, per
“una destra che per anni si è vantata della sua diversità, che
propugnava l’alternativa al sistema e ripeteva con Almirante che dalle
tasche di Mussolini appeso in piazzale Loreto non è caduto un soldo”. Ma
esisteva davvero la “diversità” nera? O non c’è piuttosto una
sotterranea continuità criminale?



