giovedì 8 ottobre 2026

PREMIO DI GOVERNABILITÀ

di Sergio Bagnasco 20 minuti fa
Il melonellum non prevede un premio di maggioranza ma un premio di governabilità. La scelta esplicita di adottare un premio di governabilità obbliga a una riflessione anche in considerazione di quanto espresso dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 35/2017. Nella parte dispositiva della citata sentenza, la Corte opera una distinzione tra “premio di maggioranza” e “premio di governabilità”, “condizionato al raggiungimento di una soglia pari almeno al 50 per cento dei voti e/o dei seggi, e destinato ad aumentare, al fine di assicurare la formazione di un esecutivo stabile, il numero di seggi di una lista o di una coalizione che quella soglia abbia già autonomamente raggiunto”. Dalle argomentazioni della Corte, si desume che il premio di “governabilità” sia compatibile in linea teorica con i principi costituzionali se riconosciuto al raggiungimento di una soglia pari almeno al 50 per cento dei voti e/o dei seggi al fine di stabilizzare chi è già maggioranza e favorire la stabilità del governo. Il perseguimento dell’obiettivo di favorire la stabilità di governo non può portare a ignorare che nella forma di governo parlamentare, disegnata dalla vigente Costituzione, il Parlamento è unitariamente la sede della rappresentanza politica nazionale (art. 67 Cost.), il Parlamento concede la fiducia al Governo ed è titolare delle funzioni di indirizzo politico (art. 94 Cost.) e legislativa (art. 70 Cost.). L’adozione di un premio di governabilità deve “necessariamente tenere conto della specifica funzione e posizione costituzionale di una tale assemblea, organo fondamentale nell’assetto democratico dell’intero ordinamento, considerando che, in una forma di governo parlamentare, ogni sistema elettorale, se pure deve favorire la formazione di un governo stabile, non può che esser primariamente destinato ad assicurare il valore costituzionale della rappresentatività” (Corte Costituzionale sentenza n. 35/2017). Assegnare un premio di governabilità a chi non ha i numeri per governare significa alterare la funzione delle elezioni ponendosi in contrasto con gli articoli 70 e 94 della Costituzione poiché si crea artificiosamente una maggioranza parlamentare preordinata ad esprimere un governo. Si stravolge così in radice il sistema costituzionale che prevede elezioni per rinnovare l’assemblea parlamentare e non per decidere chi deve governare. La compressione della rappresentatività del Parlamento diventa irragionevole e in ogni caso inidonea a garantire la stabilità di governo perché questa dipende esclusivamente dalla coesione della maggioranza di governo che potrebbe implodere in ogni momento. A ben vedere a Costituzione vigente nessun premio può garantire la stabilità del governo non esistendo limiti al potere assoluto del Parlamento sulla vita del governo e se implode la maggioranza resta l’alterazione della rappresentatività del Parlamento. Al massimo il premio favorisce la nascita del governo ma nulla garantisce sulla sua durata in vita mentre con assoluta certezza altera la rappresentatività del Parlamento. Il risultato è una certezza di alterazione della rappresentatività del Parlamento a fronte di una labile ipotesi di stabilità tutta dipendente dalla coesione politica tra le componenti della maggioranza. Il premio di governabilità concesso al semplice raggiungimento del 42% dei consensi risulta irragionevole e sproporzionato, perché manca il requisito minimo necessario vale a dire aver conseguito la maggioranza assoluta dei consensi, nonché inidoneo a garantire la governabilità perché nulla può impedire l’implosione della maggioranza relativa trasformata in maggioranza assoluta e predestinata a governare; inoltre tale premio determina un capovolgimento del sistema costituzionale basato sulla centralità del Parlamento e non dell’Esecutivo. L’elettore è chiamato al voto per scegliere i propri rappresentanti politici ma si trova di fronte al bivio di dover scegliere chi deve governare o chi proprio non deve governare e ciò è incompatibile con il sistema di governo parlamentare.

La Camera ha approvato il melonellum