Sandra Bonsanti
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Sergio Mattarella non lo sentivi nemmeno arrivare, come se non volesse disturbare, col rumore dei suoi passi. Ma poi si avvicinava a noi giornalisti con un sorriso partecipe nei momenti che lui ricorda ora come “impegnativi”. Niente, rispetto all’impegno che si assume da oggi, 31 gennaio 2015, per i prossimi sette anni.
Anni di grandi difficoltà, di disoccupazione e miseria e di grande tensione dentro e attorno alle istituzioni. Ma la scommessa della sua vita sarà quella di riuscire a riavvicinare i cittadini alla politica: saprà farlo questo politico così schivo e lontano da ogni ribalta, questo uomo della prima Repubblica che dovrà vigilare su riforme della Costituzione già disegnate e in parte votate e su una legge elettorale diversa profondamente dal suo mattarellum?

Tre anomalie. 1) Le revisioni costituzionali dovrebbero nascere dal Parlamento. Quella in corso è imposta dal governo. 2) La revisione passa attraverso un Parlamento eletto con una legge di cui sono già stati accertati profili di incostituzionalità: dovrebbe occuparsi di tutto meno che di cambiare la Costituzione.




