martedì 5 agosto 2014

Non sarebbe la nostra Costituzione

di Francesco Baicchi - 26 luglio 2014

Per il numero degli articoli e la eterogeneità degli argomenti toccati la 'riforma' costituzionale che l'anomala maggioranza PD-Forza Italia sta cercando istericamente di imporre non può essere considerato una modifica o un 'aggiornamento' della Carta del 1948, ma piuttosto una Costituzione complessivamente nuova.
Se poi consideriamo la legge elettorale già approvata dalla Camera nonostante la sentenza n.1/2014 della Consulta, l'annunciato attacco alla autonomia della Magistratura e la previsione di un nuovo passo verso il presidenzialismo, il nostro sistema istituzionale risulterebbe totalmente sconvolto.
Tutti i costituzionalisti (o 'professoroni') hanno già analizzato questa che è stata correttamente definita 'svolta autoritaria'.

mercoledì 30 luglio 2014

La Costituzione strumento piegato al governo

EDITORIALE
           Povera Costi­tu­zione. Tra­sci­nata nel gorgo dei tec­ni­ci­smi par­la­men­tari, sbal­lot­tata tra dik­tat e for­za­ture isti­tu­zio­nali, ogni equi­li­brio viene scon­volto. La costi­tu­zione – si dice – viene scritta in tempi sobri per­ché possa valere quando si è ubria­chi. Ma qui tutti appa­iono alco­liz­zati, facendo venir meno il senso del pro­prio agire. Alcuni – si dice dalle parti del governo — sareb­bero addi­rit­tura degli allu­ci­nati. Ma come si può pen­sare di cam­biare una Costi­tu­zione in que­sto clima? Basta riat­ti­vare la memo­ria per ren­dersi conto dello scarto tra ciò che sarebbe neces­sa­rio e ciò che è.

Chiusi nella Gabbia del Nazareno

Corriere della Sera

30 luglio 2014 - Nessun Commento »

Massimo Franco

RenziBerlusconiBisogna chiedersi perché sia fallita la mediazione tentata con la sua lettera ai senatori della maggioranza da Matteo Renzi. Forse, una delle ragioni è che non appariva abbastanza credibile, e dunque si è sbriciolata nell’impatto con Palazzo Madama.D’altronde, l’apparente soluzione è stata offerta con una tale mole di riserve mentali, da apparire un’ennesima furbizia e non una novità e una garanzia. L’esito è lo stallo rissoso visto ieri in Senato, che riflette l’impotenza della politica. Ormai, più che al muro contro muro siamo alla variante deteriore del tutti contro tutti; e ad un punto interrogativo su riforme e futuro dell’Italia. Nessuno ha mostrato di volere davvero rinunciare a qualcosa: né Sel e Movimento 5 stelle, abbarbicati ai loro emendamenti strumentali come mezzi di sopravvivenza e di boicottaggio del governo; né palazzo Chigi, convinto o illuso di poter conseguire i suoi obiettivi limitandosi a cedere una manciata di giorni a partiti che parlano di difesa della Costituzione ma pensano anche a strappare un sistema elettorale meno punitivo per loro: la vera posta in gioco.

Il ruolo del cittadino come garante della democrazia. L’appello di uno studente

LeG Piacenza
30 luglio 2014 - 2 Commenti »
Giovanni Chiarini*
Costituzione_330pxLa “democrazia” secondo l’etimologia greca, deriva da “démos” (popolo) e “cràtos” (potere). Potere al popolo, quindi.  Ma cosa significa? Il popolo (cioè tutti)  ha potere quando lo ha su qualcun altro: chi? Ed ecco il cuore del concetto: democrazia è potere del popolo sul popolo. Qui nasce la trasmissione del potere del popolo verso il vertice del sistema democratico, ed è così che si attua il potere del governo sul popolo. Così il popolo è sia governante che governato. Ma attenzione: se nella trasmissione del potere i controllati si sottraggono al controllo dei controllori, il governo sul popolo rischia di non avere niente a che vedere con il governo del popolo.

Quella bagarre sulle riforme

la Repubblica
30 luglio 2014 - 4 Commenti »
Stefano Rodotà
rodotaStiamo vivendo il periodo forse più difficile e complicato della nostra storia politica e istituzionale. Giunge alla conclusione un tempo abusivamente chiamato “Seconda Repubblica”, e che altro non è stato se non una lunga transizione verso il nulla di un berlusconismo che ha dissolto società e cultura e di larghe intese che hanno certificato l’assenza di iniziativa e fantasia politica, sostituite con un assemblaggio di materiali ormai logori.
Ora l’avvento di Matteo Renzi e del suo governo, con il larghissimo consenso che lo ha accompagnato alla prima verifica pubblica, sembrano offrire un approdo stabile, o che viene percepito come tale, con un affidarsi così fiducioso alla sua persona e alle sue iniziative che presso taluni diviene liberazione dall’obbligo stesso di pensare. A questo balenare di una stabilità politica si è voluto accompagnare anche l’avvio, non irragionevole, di una stabilizzazione istituzionale. E proprio le proposte di riforma costituzionale e elettorale hanno occupato la scena, con tratti sempre più marcatamente conflittuali.
Osservo malinconicamente che siamo di fronte ad una occasione perduta. Dopo un’iniziale fiammata polemica, si era assistito ad un germogliare di riflessioni critiche che si trasformavano in proposte variamente interessanti, che avrebbero consentito di traghettare l’impresa di riforma al di là della contingenza e delle strumentalizzazioni, con risultati innovativi, mettendo a punto un modello nel quale le esigenze di rappresentanza e governabilità avrebbero potuto incontrarsi senza la pretesa di sopraffarsi reciprocamente.

Casson: no all’applicazione del “canguro”


Senato.it
30 luglio 2014 - 6 Commenti »
cassonSenato della Repubblica: dal resoconto della 294ª seduta pubblica di martedı` 29 luglio 2014, l’intervento di Felice Casson. “Signor Presidente, intervengo sull’ordine dei lavori. Prima della sospensione, tra le varie cose segnalate dalla senatrice De Petris, c’era un punto che aveva colpito la mia attenzione in particolar modo. Mi riferisco all’applicazione della normativa del cosiddetto canguro, in analogia con la normativa della Camera dei deputati. Mi pare di avere capito – se non ho capito faccio ammenda fin d’ora – che lei abbia fatto riferimento agli articoli 85 e 85-bis del Regolamento della Camera dei deputati per quanto concerne la possibilità di applicare per analogia la cosiddetta regola del canguro anche al Senato.
“……credo sarebbe utile leggere anche le norme, soprattutto per chi ha fatto il magistrato per una vita. L’articolo 85-bis del Regolamento della Camera, al quarto comma, recita: «Le disposizioni di cui all’ultimo periodo del comma 8 dell’articolo 85 non si applicano nella discussione dei progetti di legge costituzionali e di quelli di cui all’articolo (…)». Questa norma è chiarissima e non ha bisogno di interpretazione perché in claris non fit interpretatio. Mi chiedo come faccia il Presidente del Senato a non applicare una norma del genere. Mi permetto di dire che siamo di fronte ad una pessima conduzione dei lavori di questa Aula.

martedì 29 luglio 2014

Napolitano sostiene Renzi? Appoggiava pure Stalin…


Il Fatto Quotidiano
29 luglio 2014 -
Silvia Truzzi

Gherardo ColomboL’ostinazione con cui si vuole procedere – senza fare prigionieri, hic et nunc – sulle riforme, desta molti sospetti. Per l’intesa sulla quale si fondano, il famoso e ancor oggi ignoto Patto del Nazareno. Per l’inopportunità del momento, visto che a metter mano alla Carta è un Parlamento delegittimato dalla sentenza della Consulta che in gennaio ha dichiarato incostituzionale il Porcellum. E poi per i contenuti rischiosi. Di tutto questo abbiamo parlato con Gherardo Colombo, ex pm di Mani pulite, oggi presidente di Garzanti e membro del cda Rai.
Dottor Colombo, perché questa fretta e perché
 questi toni ultimativi secondo lei?