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lunedì 9 marzo 2026
Da Epstein alla guerra, il potere senza più limiti
di Tomaso Montanari - Ilfattoquotidiano.it - 08/03/2026
Abbiamo dimenticato che ciò che limita il potere limita anche la guerra. La guerra, che ora divampa: senza limiti.
Senza limiti. Lo smisurato, illimitato, impunito genocidio di Gaza ha aperto la porta a una guerra senza limiti: morali, giuridici, umanitari. Senza limiti politici, senza limiti di tempo (può durare “forever”), e senza limiti di luogo (nessuno è al sicuro). È questo ciò che colpisce e travolge della situazione in cui il criminale lucido Netanyahu e il criminale appannato Trump hanno precipitato il mondo con la servile, succube complicità dei governi europei, incluso quello più grottesco – il nostro –, e con la sola, luminosa, eccezione di quello spagnolo.
La guerra senza limiti è la conseguenza diretta della definitiva rottura del già precarissimo equilibrio dei poteri interni alle democrazie occidentali. Negli ultimi tempi una inarrestabile legge di proporzionalità inversa ha visto il potere di pochissimi super ricchi farsi senza limiti e il potere dei cittadini venire costretto entro limiti sempre più angusti: l’estrema diseguaglianza economica ci ha riportato a un sistema di caste che ordina, dall’alto verso il basso, chi può fare di tutto giù giù fino a chi non può fare nulla, nemmeno manifestare in piazza. Così, questa guerra è una “Epstein War” non solo nel movente occasionale (oscurare il coinvolgimento di Trump nell’abisso di fango e sangue degli Epstein files), ma ancor di più nell’antropologia del potere. Quando Trump (in una intervista al New York Times del gennaio di quest’anno) ha dichiarato che il suo unico limite è la sua stessa moralità, stava applicando al governo del mondo lo stesso metro con cui si era regolato in tutta la sua vita di imprenditore malavitoso e frequentatore del mondo di Epstein. Un mondo di isole, palazzi, aerei privati in cui la legge non vigeva e in cui i ricchi e i potenti potevano fare letteralmente di tutto: senza limiti. Non c’è alcuna soluzione di continuità tra la violenza privata sui corpi delle donne irretite da Epstein e le bombe sui corpi delle bambine iraniane: il filo che lega questi scempi è l’assoluto arbitrio di chi non riconosce alcun limite esterno.
Non c’è soluzione di continuità tra i “pieni poteri” del maschio, bianco e ricco nelle alcove di Epstein, quello del presidente degli Stati Uniti dentro il suo Paese (Minneapolis) e quello degli Stati Uniti nel mondo (Venezuela, Iran). In tutti i casi, un potere che considera se stesso “assoluto” non riconosce alcun limite: all’interno non contano la Costituzione, gli Stati federati, i sindaci, i governatori, le università, all’esterno non contano il diritto internazionale, gli altri Stati, gli organismi sovranazionali. In questo assetto non esistono freni: né sul piano simbolico (si può far presiedere il consiglio di Sicurezza dell’Onu a Melania Trump, sbeffeggiando contemporaneamente il genere femminile e le Nazioni Unite, proprio come Caligola umiliava il Senato facendo senatore il proprio cavallo), né su quello sostanziale (si può immaginare e creare un anti-Onu a conduzione privata, l’osceno Board of Peace). Non esistono argini al potere del capo: mentre ogni altro potere interno (parlamenti, magistrature, giornali, università…) o esterno (consessi sovranazionali, corti internazionali, ong…) viene limitato, svuotato, represso. Agitando il feticcio di una sovranità popolare anch’essa senza limiti, di fatto si priva il popolo sovrano di ogni vero potere: un progetto funzionale a fare la guerra, perché una legge ferrea stabilisce che “il potere di aprire e far cessare le ostilità è esclusivamente nelle mani di coloro che non combattono” (Simone Weil). Dovremmo aprire gli occhi sulla relazione che c’è tra lo smontaggio degli equilibri delle democrazie (marginalizzazione dei parlamenti, sottomissione delle magistrature ai governi, repressione securitaria) e questo terribile amore per la guerra.
Di recente, il filosofo del diritto Tommaso Greco ha ricordato (in Critica della ragione bellica, Laterza 2025) come per il Kant del trattato sulla Pace perpetua il mantenimento della pace dipenda in primo luogo dagli ordinamenti interni degli Stati: che proprio a questo fine devono essere “repubblicani”, cioè garantire che siano i rappresentanti dei cittadini a decidere “se la guerra può o non può essere fatta”. Una richiesta che certo non avviene laddove i capi di Stato sono i “proprietari”, dice Kant, dello Stato stesso.
Il fatto che il capo incontri il limite del Parlamento, della legge e di una magistratura libera rende meno probabile la guerra: perché rende più probabile che quello Stato sia disposto a riconoscere il limite degli altri Stati, e che ci si doti, insieme, di un sistema sovrastatale di regole e istituzioni. Esattamente tutto ciò che ora stiamo distruggendo a rotta di collo: perché abbiamo dimenticato che ciò che limita il potere limita anche la guerra. La guerra, che ora divampa: senza limiti.
giovedì 5 marzo 2026
NOOOOO ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
La destra sta facendo campagna elettorale sulla riforma della giurisdizione basata sulla menzogna.
E si basa sulla menzogna, perchè non ha validi argomenti per sostenere il si.
Il povero Nordio sembra proprio come una scheggia impazzita: vuole portare a casa la sua deforma per poi completarla con quella del codice penale.
Una bella prospettiva che, se unità ai decreti attuativi che ha già predisposti, ci pone davanti alla devastazione del terzo potere dello Stato che è appunto la Giustizia.
Come ha rilevato Luciano Canfora, questa non è una riforma, ma un attentato alla Costituzione e lo è perchè intende cambiare ben sette articicoli della Costitituzione, in un colpo solo, come deciso dal governo e dalla destra, che si è sottratta al confronto parlamentare ed ha escluso completamente le opposizioni nella scrittura di questa deforma costituzionale.
Con un colpo di mano il potere esecututivo si è appropriato del potere legislativo, che è il Parlamento ed ha fatto approvare questo scempio dalla sola sua maggioranza.
Le riforme costituzionali vanno condivise e vanno condivise perchè la Costituzione è di tutti gli italiani e nessuno se ne può appropriare, come purtroppo è avvenuto.
Il governo non pago di questo, per completare il colpo di mano, si è reso artefice della riforma elettorale, depositata e redatta dalla sola maggioranza, senza aprire un dibattito in Parlamento e senza sentire il bisogno di confrontarsi con l'opposizione.
Quella che ne è venuta fuori è una legge truffa, che come detto dal Prof. Ainis possiamo chiamare "MUssolini", che è peggiore di quella che ha portato il fascismo al potere: liste bloccate e premio di maggioranza abnorme, che supera il 17%, per chi ha un voto in più. Questo dicono serva alla governabilità!
No, questo è un'altro colpo di mano per mandare a macero democrazia e costituzione e assumere un potere assoluto!
Una maggioranza inamovibile, che macina disastri su disastri, pare non abbia capito che la governabilità è già in atto con questo stesso governo, che si è appropriato del potere legislativo ed esecutivo, dimenticandosi di governare il Paese per soddisfare i bisogni di un popolo sempre più vessato e tenendo conto anche delle opposizioni.
In considerazione di quanto sopra, occorre votare NO al prossimo referendum per cercare di fermare non solo la disastrosa riforma della giustizia, che vuole i giudici sottomessi alla politica, ma anche perchè non si compia il disastro Costituzionale e democratico del Paese, che questo governo sta mettendo a dura prova, anche con le decisioni sulla guerra contro l'Iran voluta dagli USA e da Israele.
VOTARE NOOOOO RIMANE QUINDI VITALE PER IMPEDIRE IL COLPO DI MANO ALLA COSTITUZIONE!!!!
NELLA Toscano
martedì 3 marzo 2026
Mentre la guerra avanza, i politici balbettano e i Cittadini/e rimangono a guardare?
E così ci siamo ritrovati con un pugno di scappati di casa a gestire una situazione internazionale tra le più complicate dal dopoguerra.
Purtroppo quando si vota a casaccio e si hanno leggi elettorali antidemocratiche come il rosatellum poi succede questo
Fa specie che un ministro della difesa, che viaggia "in privato" e si reca in uno dei Paesi coinvolti dalla guerra, che si capiva che sarebbe scoppiata da prima, e che non ha avuto la dignità di dimettersi, com'era suo dovere fare.
Un governo di scappati di casa quest'è e lo dimostra anche la nullità del ministro degli esteri che sembra fuori dal mondo e una PDM che oltre a genuflettersi con Trump non sa fare altro, se non girare per i centri estetici.
Qui la situazione è davvero troppo grave, siamo di fronte a un conflitto che si allarga sempre più e se non ci si tira fuori come ha fatto la Spagna, essendo pieni di basi americane, rishiamo di essere bombardati.
Il nuovo attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran è completamente illegale, insensato e ingiustificabile. E’ un nuovo folle passo dentro la terza guerra mondiale che si va estendendo. Nell’impunità e nel silenzio generale.
"Chi non ripudia la guerra -ai sensi dell’art. 11 della nostra Costituzione e della Carta delle Nazioni Unite- è fuori-legge”.
" Questa nuova guerra è l’ennesima violazione del diritto e della legalità internazionale. Costituisce un atto di aggressione ai sensi dell’art. 1 della Carta delle Nazioni Unite e viola l’art. 2 che stabilisce che gli stati “devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite”. Ancora una volta vengono stracciati i principi e le norme contenute nella Carta delle Nazioni Unite e nel diritto internazionale dei diritti umani."
Mi chiedo se questi scappati di casa hanno contezza di tutto questo?
Stamani sentivo discettare ad Agorà che, essendo stata bombardata Cipro che fa parte dell'Europa, automaticamente potrebbe essere utilizzato l'art. 5 della Nato, il che vuol dire che l'Europa potrebbe entrare in guerra, che è la cosa a cui aspirano tutti i grerrafondai.
E l'Italia?
L'Italia sta discutendo se fare partire dalle base Nato gli aerei di rifornimento americani!
Benissimo se così è questi ci stanno portando ancora una volta in guerra, mentre il crosetto ci fa sapere che sarà un disastro economico.
Eh lo credo bene, ci stiamo giusto avviando sulla buona strada!
E l'opposizione che fa?
Balbetta, mentre ci sarebbe da chiamare il popolo nelle piazze!
E noi , i cittadini consapevoli, cosa vogliamo fare?
Siamo veramente a un punto di non ritorno!
N.T.
lunedì 2 marzo 2026
La Spagna dice no a Trump
Da Abolizione del suffragio universale
Con una decisione di straordinaria dignità, la Spagna di Pedro Sánchez ha detto ancora una volta no.
Il governo spagnolo ha infatti negato agli Stati Uniti il permesso di utilizzare le basi militari di Morón de la Frontera e Rota, in Andalusia, per rifornire in volo i cacciabombardieri impiegati nei raid in Iran.
E il Pentagono, di fronte al rifiuto, è stato costretto a ritirare una dozzina di aerei cisterna KC-135 per spostarli in Germania.
La ministra della Difesa Robles lo ha confermato senza mezzi termini: il trattato di cooperazione con gli Stati Uniti opera nel quadro della legalità internazionale e azioni unilaterali senza mandato ONU, NATO o UE non rientrano in quel quadro. Punto. Da qui, il rifiuto.
La Spagna aveva tutte le ragioni per chinare la testa e dire sì, per quieto vivere, per non irritare Trump. E invece ha scelto di stare dalla parte del diritto internazionale.
C’è chi, come il nostro governo, dice sì a tutto.
E c’è chi ricorda all’uomo più potente del mondo che le regole valgono per tutti.
Oggi, ancora una volta, quel qualcuno si chiama Pedro Sánchez.
Pietro Benassi su Crosetto
Ripreso da FB
Piero Benassi è un diplomatico di lungo corso, già rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione Europea ed ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti.
E questa mattina, a Omnibus (La7), con un intervento durissimo e tutt’altro che diplomatico, ha demolito punto per punto le giustificazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto.
Ha parlato di procedura “irrituale”, ha definito la vicenda “incredibile” e ha giudicato ridicola, sotto il profilo della dignità istituzionale, la scelta di rivendicare il pagamento triplo del volo di rientro.
Qui sotto l’intervento integrale:
“Se devo definirla da diplomatico, quella di Crosetto è stata una procedura irrituale. Per i telespettatori userei un’espressione un po' più chiara: incredibile. Incredibile nel senso che ha tratti di poca credibilità. Nel senso etimologico della parola incredibile.
Perché nel momento in cui il ministro della Difesa va anche a fare una missione, per esempio in Tunisia, in un momento in cui tutta la situazione internazionale è tranquilla, comunque viaggia con la scorta.
Il fatto che il ministro della Difesa per una missione privata non solo viaggi con la scorta ma che non lo sappia nessuno mi sembra incredibile.
Che ha fatto? Si è comprato il biglietto aereo da solo? A questo punto non solo manifesto molta sorpresa, ma la cosa mette il governo in imbarazzo, tanto più con la motivazione usata dal Ministro: “Non pensavo che ci fosse questa accelerazione”. È una cosa che aumenta l'imbarazzo.
Però non mi concentro sul viaggio di andata, mi concentro anche sul ritorno.
Io trovo che la politica nostrana paghi 15 anni di populismo, di cercare il consenso dei populisti e così i politici diventano vittime di sé stessi nel momento in cui, in una situazione oggettivamente complicata, io devo recuperare il mio ministro della Difesa e lui sente l'esigenza di dire: pagherò di tasca mia il triplo.
Una cosa ridicola proprio dal punto di vista della dignità istituzionale. A parte che non si capisce, anche un po' da romano, perché è il triplo. Se lo devi pagare, paghi quello che devi pagare. Ma io recupero istituzionalmente il mio ministro della difesa. Questa cosa che pagherò io, di tasca mia il il triplo, non si può sentire.
Credo di essere stato sufficientemente non diplomatico”.
lunedì 23 febbraio 2026
Voto politico: il No può colpire pure autonomia e premierato
Sergio Bagnasco:
Ogni legge e a maggior ragione una legge di revisione costituzionale ha un contenuto politico, esprime una visione politica.
Necessario analizzare il testo di legge e come s'inserisce nel sistema delle leggi o nella Costituzione ma è anche necessario cogliere la volontà politica che la legge esprime, chiederci dove ci porta o dove ci vorrebbe portare perché ogni strada può presentare rischi e insidie.
Una legge si valuta per ciò che prevede ma anche per ciò che consente possa verificarsi."
Difendiamo la democrazia: L'aberrante riforma Costituzionale è un pericolo p...
Difendiamo la democrazia: L'aberrante riforma Costituzionale è un pericolo p...: Dopo tanto parlarne ancora molti italiani non riescono proprio a comprendere e continuano a ripetere,come un giocattolo rotto, che vote...
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