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giovedì 5 marzo 2026
NOOOOO ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
La destra sta facendo campagna elettorale sulla riforma della giurisdizione basata sulla menzogna.
E si basa sulla menzogna, perchè non ha validi argomenti per sostenere il si.
Il povero Nordio sembra proprio come una scheggia impazzita: vuole portare a casa la sua deforma per poi completarla con quella del codice penale.
Una bella prospettiva che, se unità ai decreti attuativi che ha già predisposti, ci pone davanti alla devastazione del terzo potere dello Stato che è appunto la Giustizia.
Come ha rilevato Luciano Canfora, questa non è una riforma, ma un attentato alla Costituzione e lo è perchè intende cambiare ben sette articicoli della Costitituzione, in un colpo solo, come deciso dal governo e dalla destra, che si è sottratta al confronto parlamentare ed ha escluso completamente le opposizioni nella scrittura di questa deforma costituzionale.
Con un colpo di mano il potere esecututivo si è appropriato del potere legislativo, che è il Parlamento ed ha fatto approvare questo scempio dalla sola sua maggioranza.
Le riforme costituzionali vanno condivise e vanno condivise perchè la Costituzione è di tutti gli italiani e nessuno se ne può appropriare, come purtroppo è avvenuto.
Il governo non pago di questo, per completare il colpo di mano, si è reso artefice della riforma elettorale, depositata e redatta dalla sola maggioranza, senza aprire un dibattito in Parlamento e senza sentire il bisogno di confrontarsi con l'opposizione.
Quella che ne è venuta fuori è una legge truffa, che come detto dal Prof. Ainis possiamo chiamare "MUssolini", che è peggiore di quella che ha portato il fascismo al potere: liste bloccate e premio di maggioranza abnorme, che supera il 17%, per chi ha un voto in più. Questo dicono serva alla governabilità!
No, questo è un'altro colpo di mano per mandare a macero democrazia e costituzione e assumere un potere assoluto!
Una maggioranza inamovibile, che macina disastri su disastri, pare non abbia capito che la governabilità è già in atto con questo stesso governo, che si è appropriato del potere legislativo ed esecutivo, dimenticandosi di governare il Paese per soddisfare i bisogni di un popolo sempre più vessato e tenendo conto anche delle opposizioni.
In considerazione di quanto sopra, occorre votare NO al prossimo referendum per cercare di fermare non solo la disastrosa riforma della giustizia, che vuole i giudici sottomessi alla politica, ma anche perchè non si compia il disastro Costituzionale e democratico del Paese, che questo governo sta mettendo a dura prova, anche con le decisioni sulla guerra contro l'Iran voluta dagli USA e da Israele.
VOTARE NOOOOO RIMANE QUINDI VITALE PER IMPEDIRE IL COLPO DI MANO ALLA COSTITUZIONE!!!!
NELLA Toscano
martedì 3 marzo 2026
Mentre la guerra avanza, i politici balbettano e i Cittadini/e rimangono a guardare?
E così ci siamo ritrovati con un pugno di scappati di casa a gestire una situazione internazionale tra le più complicate dal dopoguerra.
Purtroppo quando si vota a casaccio e si hanno leggi elettorali antidemocratiche come il rosatellum poi succede questo
Fa specie che un ministro della difesa, che viaggia "in privato" e si reca in uno dei Paesi coinvolti dalla guerra, che si capiva che sarebbe scoppiata da prima, e che non ha avuto la dignità di dimettersi, com'era suo dovere fare.
Un governo di scappati di casa quest'è e lo dimostra anche la nullità del ministro degli esteri che sembra fuori dal mondo e una PDM che oltre a genuflettersi con Trump non sa fare altro, se non girare per i centri estetici.
Qui la situazione è davvero troppo grave, siamo di fronte a un conflitto che si allarga sempre più e se non ci si tira fuori come ha fatto la Spagna, essendo pieni di basi americane, rishiamo di essere bombardati.
Il nuovo attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran è completamente illegale, insensato e ingiustificabile. E’ un nuovo folle passo dentro la terza guerra mondiale che si va estendendo. Nell’impunità e nel silenzio generale.
"Chi non ripudia la guerra -ai sensi dell’art. 11 della nostra Costituzione e della Carta delle Nazioni Unite- è fuori-legge”.
" Questa nuova guerra è l’ennesima violazione del diritto e della legalità internazionale. Costituisce un atto di aggressione ai sensi dell’art. 1 della Carta delle Nazioni Unite e viola l’art. 2 che stabilisce che gli stati “devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite”. Ancora una volta vengono stracciati i principi e le norme contenute nella Carta delle Nazioni Unite e nel diritto internazionale dei diritti umani."
Mi chiedo se questi scappati di casa hanno contezza di tutto questo?
Stamani sentivo discettare ad Agorà che, essendo stata bombardata Cipro che fa parte dell'Europa, automaticamente potrebbe essere utilizzato l'art. 5 della Nato, il che vuol dire che l'Europa potrebbe entrare in guerra, che è la cosa a cui aspirano tutti i grerrafondai.
E l'Italia?
L'Italia sta discutendo se fare partire dalle base Nato gli aerei di rifornimento americani!
Benissimo se così è questi ci stanno portando ancora una volta in guerra, mentre il crosetto ci fa sapere che sarà un disastro economico.
Eh lo credo bene, ci stiamo giusto avviando sulla buona strada!
E l'opposizione che fa?
Balbetta, mentre ci sarebbe da chiamare il popolo nelle piazze!
E noi , i cittadini consapevoli, cosa vogliamo fare?
Siamo veramente a un punto di non ritorno!
N.T.
lunedì 2 marzo 2026
La Spagna dice no a Trump
Da Abolizione del suffragio universale
Con una decisione di straordinaria dignità, la Spagna di Pedro Sánchez ha detto ancora una volta no.
Il governo spagnolo ha infatti negato agli Stati Uniti il permesso di utilizzare le basi militari di Morón de la Frontera e Rota, in Andalusia, per rifornire in volo i cacciabombardieri impiegati nei raid in Iran.
E il Pentagono, di fronte al rifiuto, è stato costretto a ritirare una dozzina di aerei cisterna KC-135 per spostarli in Germania.
La ministra della Difesa Robles lo ha confermato senza mezzi termini: il trattato di cooperazione con gli Stati Uniti opera nel quadro della legalità internazionale e azioni unilaterali senza mandato ONU, NATO o UE non rientrano in quel quadro. Punto. Da qui, il rifiuto.
La Spagna aveva tutte le ragioni per chinare la testa e dire sì, per quieto vivere, per non irritare Trump. E invece ha scelto di stare dalla parte del diritto internazionale.
C’è chi, come il nostro governo, dice sì a tutto.
E c’è chi ricorda all’uomo più potente del mondo che le regole valgono per tutti.
Oggi, ancora una volta, quel qualcuno si chiama Pedro Sánchez.
Pietro Benassi su Crosetto
Ripreso da FB
Piero Benassi è un diplomatico di lungo corso, già rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione Europea ed ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti.
E questa mattina, a Omnibus (La7), con un intervento durissimo e tutt’altro che diplomatico, ha demolito punto per punto le giustificazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto.
Ha parlato di procedura “irrituale”, ha definito la vicenda “incredibile” e ha giudicato ridicola, sotto il profilo della dignità istituzionale, la scelta di rivendicare il pagamento triplo del volo di rientro.
Qui sotto l’intervento integrale:
“Se devo definirla da diplomatico, quella di Crosetto è stata una procedura irrituale. Per i telespettatori userei un’espressione un po' più chiara: incredibile. Incredibile nel senso che ha tratti di poca credibilità. Nel senso etimologico della parola incredibile.
Perché nel momento in cui il ministro della Difesa va anche a fare una missione, per esempio in Tunisia, in un momento in cui tutta la situazione internazionale è tranquilla, comunque viaggia con la scorta.
Il fatto che il ministro della Difesa per una missione privata non solo viaggi con la scorta ma che non lo sappia nessuno mi sembra incredibile.
Che ha fatto? Si è comprato il biglietto aereo da solo? A questo punto non solo manifesto molta sorpresa, ma la cosa mette il governo in imbarazzo, tanto più con la motivazione usata dal Ministro: “Non pensavo che ci fosse questa accelerazione”. È una cosa che aumenta l'imbarazzo.
Però non mi concentro sul viaggio di andata, mi concentro anche sul ritorno.
Io trovo che la politica nostrana paghi 15 anni di populismo, di cercare il consenso dei populisti e così i politici diventano vittime di sé stessi nel momento in cui, in una situazione oggettivamente complicata, io devo recuperare il mio ministro della Difesa e lui sente l'esigenza di dire: pagherò di tasca mia il triplo.
Una cosa ridicola proprio dal punto di vista della dignità istituzionale. A parte che non si capisce, anche un po' da romano, perché è il triplo. Se lo devi pagare, paghi quello che devi pagare. Ma io recupero istituzionalmente il mio ministro della difesa. Questa cosa che pagherò io, di tasca mia il il triplo, non si può sentire.
Credo di essere stato sufficientemente non diplomatico”.
lunedì 23 febbraio 2026
Voto politico: il No può colpire pure autonomia e premierato
Sergio Bagnasco:
Ogni legge e a maggior ragione una legge di revisione costituzionale ha un contenuto politico, esprime una visione politica.
Necessario analizzare il testo di legge e come s'inserisce nel sistema delle leggi o nella Costituzione ma è anche necessario cogliere la volontà politica che la legge esprime, chiederci dove ci porta o dove ci vorrebbe portare perché ogni strada può presentare rischi e insidie.
Una legge si valuta per ciò che prevede ma anche per ciò che consente possa verificarsi."
Difendiamo la democrazia: L'aberrante riforma Costituzionale è un pericolo p...
Difendiamo la democrazia: L'aberrante riforma Costituzionale è un pericolo p...: Dopo tanto parlarne ancora molti italiani non riescono proprio a comprendere e continuano a ripetere,come un giocattolo rotto, che vote...
martedì 17 febbraio 2026
Hanno dichiarato guerra alla Costituzione e ancora molti italiani non se ne rendono conto.
Che la posta in gioco fosse lo smantellamento della Costituzione credo sia sfuggita a molti, anche ad autorevoli commentatori, che non trovno di meglio che dibattere sulle tecnicità della proposta referendaria e sui "giudici", che tra l'altro non sono proprio l'oggetto della riforma e che non servirà di certo a cambiare comportamenti che molti denunciano essere ingiusti e non conformi alla legge.
Infatti, è bene che tutti sappiano che 𝑖𝑙 22 𝑒 23 𝑚𝑎𝑟𝑧𝑜 voteremo per una modifica della Costituzione nella sua parte essenziale, che è l'armonia dei poteri, come rileva Rino Formica su Domani del 27.2.2026, che, ahinoi, si è degradata nel tempo.
Oggi dovremmo riflettere principalmente su cosa vogliamo fare della Costituzione: dargli un colpo finale oppure recuperarla? Questo è il vero problema, che molti eludono, soprattutto chi è a favore del si. Deve essere , quindi, chiaro che la modofica di ben sette articoli "è un atto di guerra alla Costituzione (R.F.)" ed io sono d'accordo con R.F. quando afferma altresì, che oggi vogliono distruggere la Costituzione le stesse forze e pulsioni che hanno un interesse alla liquefazione delle generazioni e dei rapporti generazionali.
"Ecco perché oggi bisogna avere l’onestà e la fedeltà alla Carta Costituzionale per poterla spiegare per la funzione che ebbe: recuperò la funzione dell’armonia nei rapporti tra gruppi civili e sociali, religiosi, culturali, rifondò e rafforzò le istituzioni rappresentative e soprattutto seppe recuperare i principi che si fanno democrazia, che si fanno vita di tutti, l’anima.
Questo è il nostro compito, da esprimere con nettezza e schiettezza.
Dunque va detto con onestà: vi hanno parlato di riforma, di giustizia, anche nei suoi aspetti alcuni miserabili, il sorteggio, le corporazioni interne.
Vi hanno ingannato. Votare per il Si non è una minaccia per cambiare la Carta costituzionale ma è già un atto di cambio istituzionale dell’assetto democratico repubblicano del paese.
Votare No non è un gesto antimeloniano di pura formalità ma è la condanna popolare dello scempio in atto nel funzionamento degli organi costituzionali.
Il principio fondativo della Carta è costato la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, alle nostre generazioni è costato anche rischi gravi di insubordinazione interna.
Che non sono stati solo il terrorismo, ma quello che è più pericoloso del terrorismo armato, il terrorismo ai principi democratici (R.F.)."
Come possiamo vedere la posta in gioco di questo referendum è molto alta e dalla vittoria del NO dipenderà il futuro democratico che vogliamo costruire, cercando di recuperare tutti quei valori che sono stati perduti, che ritengo fondamentali per salvare il Paese dalla barbarie.
In considerazione di ciò, io voglio invitare alla riflessione quanti oggi si stanno dilaniando inutilmente e dannosamente su questioni che nulla hanno ache fare con la riforma Costituzionale proposta dal governo, che tra l'altro non avrebbe mai dovuto mettervi mano, come ebbe a dire Piero Calamandrei, uno dei più grandi giuristi di tutti i tempi: quando il Parlamento discute di riforme costotituzionali, gli scranni del governo devono essere vuoti!
Ebbene oggi abbiamo visto un Parlamento esautorato dal proprio ruolo, di cui con un colpo di mano si è appropriato il governo. Questo è gravissimo e non può essere sottaciuto.
Invito alla riflessione, quindi, e a votare NO convintamente!
Nella Toscano
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