martedì 20 ottobre 2026

🧠 SENTONO LE VOCI, VEDONO LE OMBRE… HANNO BISOGNO DI UNO BRAVO!

Don Chisciotte
· 🧠 SENTONO LE VOCI, VEDONO LE OMBRE… HANNO BISOGNO DI UNO BRAVO! Qui siamo oltre la propaganda. Siamo alle 𝗔𝗟𝗟𝗨𝗖𝗜𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗚𝗘𝗢𝗣𝗢𝗟𝗜𝗧𝗜𝗖𝗛𝗘. Al Quirinale si evocano misteriosi «soggetti inediti». A Palazzo Chigi sospettano una regia russa. E i giornali, naturalmente, vedono spuntare Putin persino da sotto i tombini. 𝗠𝗔 𝗩𝗜 𝗦𝗘𝗡𝗧𝗜𝗧𝗘 𝗕𝗘𝗡𝗘? Avete contribuito a mettere in ginocchio l’economia con sanzioni, politiche energetiche disastrose e scelte guerrafondaie. Gli italiani fanno i salti mortali per pagare carburante, bollette e spesa. E quando finalmente scendono in piazza a protestare, invece di ascoltarli, 𝗧𝗜𝗥𝗔𝗧𝗘 𝗙𝗨𝗢𝗥𝗜 𝗣𝗨𝗧𝗜𝗡? 🚛 Protestano gli autotrasportatori? È il Cremlino! 💸 Protestano i lavoratori? È Lavrov! 🔥 La gente non riesce più a pagare l’energia? Sono gli hacker russi! Manca soltanto che Mattarella convochi gli acchiappafantasmi al Quirinale e Meloni annunci un decreto contro gli spiriti maligni provenienti da Mosca. 𝗡𝗢𝗡 𝗔𝗩𝗘𝗧𝗘 𝗠𝗢𝗦𝗧𝗥𝗔𝗧𝗢 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗧𝗥𝗔𝗖𝗖𝗜𝗢 𝗗𝗜 𝗣𝗥𝗢𝗩𝗔. Eppure pretendete che gli italiani credano a questa favola. Il problema non è soltanto che vedete Putin dappertutto. È CHE NON VEDETE PIÙ GLI ITALIANI. Non vedete chi lavora e si impoverisce. Non vedete chi chiude un’attività. Non vedete chi deve scegliere quali bollette pagare. Vedete soltanto ombre russe, complotti russi, fantasmi russi. E allora diciamolo chiaramente: se al Quirinale, a Palazzo Chigi e nelle redazioni cominciano a sentire voci da Mosca ogni volta che qualcuno protesta, forse è arrivato il momento di chiamare uno bravo. Uno molto bravo. Perché un Paese governato da chi scambia il malcontento popolare per un’apparizione di Putin ha un problema serio. E quel problema non è Putin. 🐎 📢 Seguite Don Chisciotte e raggiungeteci su Telegram, dove continuiamo a parlare senza chiedere il permesso ai sacerdoti della censura: https://t.me/donchisciotte667 ✍️ Don Chisciotte 📰 FONTE La Stampa, 20 ottobre 2026 — Ilario Lombardo e Ugo Magri, «Scontri, Mattarella evoca “soggetti inediti”. Il governo sospetta una regia russa dietro le violenze». #DonChisciotte #Mattarella #Meloni #Russia #Propaganda #Proteste #Quirinale

Abolizione del suffragio universale

le 4 ore fa o͏n͏r͏o͏d͏e͏p͏S͏t͏s͏c͏a͏h͏t͏8͏i͏9͏f͏3͏m͏1͏7͏h͏4͏a͏0͏ ͏2͏i͏6͏a͏l͏l͏8͏9͏4͏0͏4͏9͏l͏3͏t͏l͏m͏1͏i͏1͏f͏7͏l͏7͏9͏t͏5͏c͏h͏f͏l͏1͏l͏ · Sergio Mattarella ha appena fermato una delle idee più pericolose del nuovo decreto sicurezza del governo Meloni: attribuire ai militari dell'Esercito poteri di polizia giudiziaria. Avete capito bene. Dopo gli scontri di Milano, a Palazzo Chigi avevano pensato di consentire ai sodati di agire anche come agenti di polizia giudiziaria. Poi, fortunatamente, è arrivato il Quirinale. Secondo quanto riferiscono l'ANSA e l'AGI, durante le interlocuzioni tra gli uffici del governo e quelli della Presidenza della Repubblica sarebbero emerse forti contrarietà proprio su questa norma. E il governo, alla fine, l'ha lasciata fuori dal decreto. Il motivo lo racconta il Corriere della Sera: Mattarella avrebbe sollevato obiezioni perché i militari dell'Esercito, a differenza degli appartenenti alle forze di polizia, non ricevono una formazione specifica per svolgere funzioni di polizia giudiziaria. E attribuire loro simili poteri rischierebbe di aprire la strada a scenari eccessivamente repressivi. Perché un conto è impiegare l'Esercito a supporto delle forze dell'ordine, un altro è attribuire ai soldati funzioni che richiedono competenze specifiche e incidono direttamente sui diritti e sulle libertà dei cittadini. Evidentemente, qualcuno aveva dimenticato questa piccola, insignificante differenza. E ogni volta tocca a Sergio Mattarella ricordare che in Italia esiste ancora una Costituzione. Quella su cui hanno giurato anche loro. Il Presidente della Repubblica ha 85 anni. E ormai, ogni volta che a Palazzo Chigi qualcuno pronuncia le parole "decreto sicurezza", probabilmente deve interrompere quello che sta facendo, farsi portare un caffè doppio e controllare che nessuno abbia abolito qualche articolo della Costituzione durante la notte. Meno male che c'è Sergio Mattarella. E meno male che, in questa Repubblica, qualcuno continua a prendere sul serio la parola Repubblica. Vedi meno https://www.facebook.com/abolizionesuffragiouniversale?__cft__[0]=AZiqM6Ze39XGCOAUn6ad2ncPtl5hpUmFKHLIouL4rQ8Mjy-lMMW_DuCKdmM9RM_h5yQ1nhTI0IaNz4kJWxcuHITSqiHus1t5y8zaOcp6OS-oB99J_LhYQOXAD7Rfg2kCTnaIZysN16pGve9_mjmqYerWN109meTVwXCE2i9SwYxgbEx3eX-WRqhSN7w&__tn__=-UC%2CP-R

Una grande alleanza per difendere e attuare la costituzione!

Penso che una grande alleanza per difendere e attuare la costituzione sia oramai necessaria e non più rinviabile, soprattutto visto l'attacco ad essa da parte di questa maggioranza, che in queste ore ha continuata a mettersi sotto.i.piedi con decreti sicurezza, che mirano a limitare, se non a togliere, il diritto di manifestare pacificamente contro gli abusi del potere. Penso anche che, soprattutto, l'opposizione la smettesse di parlare di candidature a presidente del consiglio nel rispetto del dettato costituzionale. Invece qui si assiste a un fiorire di candidati senza che vi sia unainima idea di visione del futuro. Ma basta, cominciamo dalla costituzione insieme a tutti quelli che la vogliono difendere e attuare. Un programma si può mettere in atto seguendo il dettato costituzionale. Fatelo se ne siete capaci, altrimenti lasciate il campo libero, la situazione è troppo grave per continuare a tergiversare. N.T.

Decreti sicurezza per arrestare la giusta protesta di lavoratori e studenti!

L'emissione di un'altro decreto sicurezza dopo il fallimento dei precedenti dimostra l'incapacità di questo governo non solo nel gestire l'ordine pubblico, ma anche e soprattutto di comprendere il Paese. Le numerose manifestazioni in più regioni dell'Italia, per lo più pacifiche, sono il campanello di allarme di un Paese oramai sfinito, a causa di politiche economiche e sociali quasi del tutto inesistenti, che stanno avviando il Paese verso un declino irreversibile. Le cause di questo disastro vanno quindi ricercate in primis nelle scelte belliche, che stanno assorbendo risorse enormi, sottratte ai servizi, alla sanità in primis, alla scuola, alla casa, al lavoro, alle pensioni e agli stipendi da fame con i quali il ceto medio non riesce più ad arrivare alla fine del mese. Sentire che c'è chi per sopravvivere è costretto a pagare a rate il cibo è quanto di più grave possa succedere in un Paese come l'Italia, dove prima dell'avvento di questo governo si riusciva almeno a sopravvivere. Anche il costo di una abitazione, o una stanza per gli studenti ha raggiunto livelli inimmaginabili, senza che il governo abbia messo in atto politiche per risolvere questo problema. Se poi parliamo della sanità c'è davvero da mettersi le mani ai capelli: le strutture pubbliche sono oramai quasi infrequentabili per mancanza di personale, sia medico che infermieristico, mentre enormi risorse sottratte ad esso vengono dirottate nel privato convenzionato, che non sempre offre un servizio efficiente e all'altezza delle aspettative e necessità dei cittadini, a cui non resta che scegliere il privato, quando si ha la capienza per pagare le parcelle esose, o di rinunciare a curarsi. Molti altri problemi quali la cura del territorio, delle periferie, delle città, spesso in abbandono e avanzato degrado,rimangono senza risposte e di contro il governo stanzia miliardi di euro per foraggiare la guerra in Ucraina che non ci appartiene! E' proprio la consapevolezza di tutto questo inaccettabile disastro che sta spingendo giovani e lavoratori alla giusta protesta, che, ahinoi, il governo ignora con pervicacia, deviando l'attenzione sui disordini avvenuti a Milano, per colpa di infiltrati, messi lì apposta per deviare l'attenzione da chi protesta e partecipa pacificamente per i propri diritti, garantiti dalla Costituzione. Orami tutti sappiamo perchè si lasciano agire questi incappucciati, che, guarda caso, non vengono mai arrestati. La scusa perfetta per questo governo, che piuttosto che ascoltare i cittadini che non ce la fanno più a sopravvivere, per cercare di risolvere i problemi enormi sul tappeto, ha pensato bene di fare un ulteriore decreto sicurezza per reprimere la protesta. Chi ha un minimo di buon senso comprende bene che questo decreto non fermerà la protesta dei camionisti, che non possono più sostenere la spesa esosa del carburante, degli agricoltori, degli studenti e di tutte le altre categorie oramai allo stremo. Nemmeno la maranza si può fermare con il decreto sicurezza, ci vuole ben altro, quell'altro che, purtroppo, questo governo non è stato e non è capace di mettere in atto con politiche sociali adeguate. N.T.

giovedì 8 ottobre 2026

PREMIO DI GOVERNABILITÀ

di Sergio Bagnasco 20 minuti fa
Il melonellum non prevede un premio di maggioranza ma un premio di governabilità. La scelta esplicita di adottare un premio di governabilità obbliga a una riflessione anche in considerazione di quanto espresso dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 35/2017. Nella parte dispositiva della citata sentenza, la Corte opera una distinzione tra “premio di maggioranza” e “premio di governabilità”, “condizionato al raggiungimento di una soglia pari almeno al 50 per cento dei voti e/o dei seggi, e destinato ad aumentare, al fine di assicurare la formazione di un esecutivo stabile, il numero di seggi di una lista o di una coalizione che quella soglia abbia già autonomamente raggiunto”. Dalle argomentazioni della Corte, si desume che il premio di “governabilità” sia compatibile in linea teorica con i principi costituzionali se riconosciuto al raggiungimento di una soglia pari almeno al 50 per cento dei voti e/o dei seggi al fine di stabilizzare chi è già maggioranza e favorire la stabilità del governo. Il perseguimento dell’obiettivo di favorire la stabilità di governo non può portare a ignorare che nella forma di governo parlamentare, disegnata dalla vigente Costituzione, il Parlamento è unitariamente la sede della rappresentanza politica nazionale (art. 67 Cost.), il Parlamento concede la fiducia al Governo ed è titolare delle funzioni di indirizzo politico (art. 94 Cost.) e legislativa (art. 70 Cost.). L’adozione di un premio di governabilità deve “necessariamente tenere conto della specifica funzione e posizione costituzionale di una tale assemblea, organo fondamentale nell’assetto democratico dell’intero ordinamento, considerando che, in una forma di governo parlamentare, ogni sistema elettorale, se pure deve favorire la formazione di un governo stabile, non può che esser primariamente destinato ad assicurare il valore costituzionale della rappresentatività” (Corte Costituzionale sentenza n. 35/2017). Assegnare un premio di governabilità a chi non ha i numeri per governare significa alterare la funzione delle elezioni ponendosi in contrasto con gli articoli 70 e 94 della Costituzione poiché si crea artificiosamente una maggioranza parlamentare preordinata ad esprimere un governo. Si stravolge così in radice il sistema costituzionale che prevede elezioni per rinnovare l’assemblea parlamentare e non per decidere chi deve governare. La compressione della rappresentatività del Parlamento diventa irragionevole e in ogni caso inidonea a garantire la stabilità di governo perché questa dipende esclusivamente dalla coesione della maggioranza di governo che potrebbe implodere in ogni momento. A ben vedere a Costituzione vigente nessun premio può garantire la stabilità del governo non esistendo limiti al potere assoluto del Parlamento sulla vita del governo e se implode la maggioranza resta l’alterazione della rappresentatività del Parlamento. Al massimo il premio favorisce la nascita del governo ma nulla garantisce sulla sua durata in vita mentre con assoluta certezza altera la rappresentatività del Parlamento. Il risultato è una certezza di alterazione della rappresentatività del Parlamento a fronte di una labile ipotesi di stabilità tutta dipendente dalla coesione politica tra le componenti della maggioranza. Il premio di governabilità concesso al semplice raggiungimento del 42% dei consensi risulta irragionevole e sproporzionato, perché manca il requisito minimo necessario vale a dire aver conseguito la maggioranza assoluta dei consensi, nonché inidoneo a garantire la governabilità perché nulla può impedire l’implosione della maggioranza relativa trasformata in maggioranza assoluta e predestinata a governare; inoltre tale premio determina un capovolgimento del sistema costituzionale basato sulla centralità del Parlamento e non dell’Esecutivo. L’elettore è chiamato al voto per scegliere i propri rappresentanti politici ma si trova di fronte al bivio di dover scegliere chi deve governare o chi proprio non deve governare e ciò è incompatibile con il sistema di governo parlamentare.

La Camera ha approvato il melonellum