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lunedì 23 febbraio 2026
Voto politico: il No può colpire pure autonomia e premierato
Sergio Bagnasco:
Ogni legge e a maggior ragione una legge di revisione costituzionale ha un contenuto politico, esprime una visione politica.
Necessario analizzare il testo di legge e come s'inserisce nel sistema delle leggi o nella Costituzione ma è anche necessario cogliere la volontà politica che la legge esprime, chiederci dove ci porta o dove ci vorrebbe portare perché ogni strada può presentare rischi e insidie.
Una legge si valuta per ciò che prevede ma anche per ciò che consente possa verificarsi."
Difendiamo la democrazia: L'aberrante riforma Costituzionale è un pericolo p...
Difendiamo la democrazia: L'aberrante riforma Costituzionale è un pericolo p...: Dopo tanto parlarne ancora molti italiani non riescono proprio a comprendere e continuano a ripetere,come un giocattolo rotto, che vote...
martedì 17 febbraio 2026
Hanno dichiarato guerra alla Costituzione e ancora molti italiani non se ne rendono conto.
Che la posta in gioco fosse lo smantellamento della Costituzione credo sia sfuggita a molti, anche ad autorevoli commentatori, che non trovno di meglio che dibattere sulle tecnicità della proposta referendaria e sui "giudici", che tra l'altro non sono proprio l'oggetto della riforma e che non servirà di certo a cambiare comportamenti che molti denunciano essere ingiusti e non conformi alla legge.
Infatti, è bene che tutti sappiano che 𝑖𝑙 22 𝑒 23 𝑚𝑎𝑟𝑧𝑜 voteremo per una modifica della Costituzione nella sua parte essenziale, che è l'armonia dei poteri, come rileva Rino Formica su Domani del 27.2.2026, che, ahinoi, si è degradata nel tempo.
Oggi dovremmo riflettere principalmente su cosa vogliamo fare della Costituzione: dargli un colpo finale oppure recuperarla? Questo è il vero problema, che molti eludono, soprattutto chi è a favore del si. Deve essere , quindi, chiaro che la modofica di ben sette articoli "è un atto di guerra alla Costituzione (R.F.)" ed io sono d'accordo con R.F. quando afferma altresì, che oggi vogliono distruggere la Costituzione le stesse forze e pulsioni che hanno un interesse alla liquefazione delle generazioni e dei rapporti generazionali.
"Ecco perché oggi bisogna avere l’onestà e la fedeltà alla Carta Costituzionale per poterla spiegare per la funzione che ebbe: recuperò la funzione dell’armonia nei rapporti tra gruppi civili e sociali, religiosi, culturali, rifondò e rafforzò le istituzioni rappresentative e soprattutto seppe recuperare i principi che si fanno democrazia, che si fanno vita di tutti, l’anima.
Questo è il nostro compito, da esprimere con nettezza e schiettezza.
Dunque va detto con onestà: vi hanno parlato di riforma, di giustizia, anche nei suoi aspetti alcuni miserabili, il sorteggio, le corporazioni interne.
Vi hanno ingannato. Votare per il Si non è una minaccia per cambiare la Carta costituzionale ma è già un atto di cambio istituzionale dell’assetto democratico repubblicano del paese.
Votare No non è un gesto antimeloniano di pura formalità ma è la condanna popolare dello scempio in atto nel funzionamento degli organi costituzionali.
Il principio fondativo della Carta è costato la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, alle nostre generazioni è costato anche rischi gravi di insubordinazione interna.
Che non sono stati solo il terrorismo, ma quello che è più pericoloso del terrorismo armato, il terrorismo ai principi democratici (R.F.)."
Come possiamo vedere la posta in gioco di questo referendum è molto alta e dalla vittoria del NO dipenderà il futuro democratico che vogliamo costruire, cercando di recuperare tutti quei valori che sono stati perduti, che ritengo fondamentali per salvare il Paese dalla barbarie.
In considerazione di ciò, io voglio invitare alla riflessione quanti oggi si stanno dilaniando inutilmente e dannosamente su questioni che nulla hanno ache fare con la riforma Costituzionale proposta dal governo, che tra l'altro non avrebbe mai dovuto mettervi mano, come ebbe a dire Piero Calamandrei, uno dei più grandi giuristi di tutti i tempi: quando il Parlamento discute di riforme costotituzionali, gli scranni del governo devono essere vuoti!
Ebbene oggi abbiamo visto un Parlamento esautorato dal proprio ruolo, di cui con un colpo di mano si è appropriato il governo. Questo è gravissimo e non può essere sottaciuto.
Invito alla riflessione, quindi, e a votare NO convintamente!
Nella Toscano
𝗩𝗼𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗦𝗶̀ 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲
Rino Formica su Domani del 17/02/2026
𝐶ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑣𝑜𝑡𝑒𝑟𝑒𝑚𝑜 𝑖𝑙 22 𝑒 23 𝑚𝑎𝑟𝑧𝑜? 𝑈𝑛𝑎 𝑚𝑜𝑑𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑒, 𝑙’𝑎𝑟𝑚𝑜𝑛𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑟𝑖. 𝐶ℎ𝑒 𝑐𝑒𝑟𝑡𝑜 𝑠𝑖 𝑒̀ 𝑑𝑒𝑔𝑟𝑎𝑑𝑎𝑡𝑎 𝑛𝑒𝑙 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜. 𝑈𝑛𝑎 𝑑𝑜𝑚𝑎𝑛𝑑𝑎 𝑑𝑒𝑣𝑒 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑟𝑒𝑠𝑎 𝑒𝑠𝑝𝑙𝑖𝑐𝑖𝑡𝑎: 𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑟𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑎𝑟𝑡𝑎 𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑟𝑒𝑐𝑢𝑝𝑒𝑟𝑜? 𝑄𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜, 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑒̀ 𝑑𝑖𝑠𝑐𝑢𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎 𝑐𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑝𝑒𝑟𝑡𝑒
Dinanzi all’ampia affluenza di interventi a sostegno del referendum, penso che vada detto con onestà che non stiamo discutendo di un referendum su sorteggi o nuove tecnicalità per sistemare antichi conti interni alla magistratura, o fra politica e magistratura. C’è un fondo della questione che non viene fatto emergere, il che denota, appunto, una forte mancanza di onestà.
Che cosa voteremo il 22 e 23 marzo prossimi? Una modifica della Costituzione nella sua parte essenziale, la sua anima, l’armonia dei poteri. Che certo si è degradata nel tempo.
Resta che quando si attacca l’anima della Carta una domanda deve essere resa esplicita: siamo per la distruzione della Costituzione o per il suo recupero? Questo il punto, tutto il resto è discussione a carte coperte. Del resto qualche sostenitore del Sì si spinge ad andare oltre la discussione coperta attuale, e dice esplicitamente che il referendum è l’inizio del cambio della Carta.
Breve ricapitolo per i nuovi elettori.
Come, dove e perché sorse la Costituzione? La generazione italiana degli anni Venti è stata la più colpita dalla tempesta della guerra e da ciò che è germogliato nel primo dopoguerra: il fascismo, poi il suo abbattimento, anche se non nella sua radice permanente nella società, ma di certo nelle sue manifestazioni più dolorose ed appariscenti. È una generazione che ha affrontato la guerra e la fine della guerra, il passaggio dalla monarchia alla Repubblica.
L’ordinamento che nasce con il referendum del 2 giugno 1946 si struttura intorno al principio repubblicano, nato dall’insurrezione e dalla guerra civile.
Costruisce un documento di novità assoluta e decisiva: una Costituzione rigida, fondata su principi collegati dalla prima alla seconda parte, e su un manifesto politico, programmatico, organizzativo, che indica le modalità di funzionamento, diventati regole costituzionali.
Una strada completamente nuova: non l’uguaglianza come indicazione generica, ma l’uguaglianza attuabile, visibile, modificabile secondo le possibilità del Paese.
Nella Carta c’è anche l’indicazione della funzione dei partiti politici, essenziale, il loro rapporto con le altre organizzazioni intermedie della società, confessionali, sindacali, culturali, sociali. Il progresso politico avveniva secondo una scansione che è dei modelli liberali.
Secondo cui vi sono i tre tempi di formazione: quando nasciamo, l’età dell’innocenza, e quando arriviamo all’età della maturità. In mezzo c’è il volare della giovinezza.
Ma quella degli anni Venti fu la generazione che passò dall’innocenza alla maturità senza correre sull’ala della giovinezza.
Le fu ordinato di essere matura anzitempo, per poter difendere la Costituzione e il suo programma politico.
In questi ottanta anni di vita repubblicana abbiamo assistito sicuramente a una realizzazione di molta parte dei principi della Carta.
Ma contemporaneamente abbiamo anche subito tentativi di interventi, sia sul piano internazionale, sia sul piano interno.
Non solo e non tanto attentati singoli, ma un permanente tentativo di erosione delle prospettive stabilite e formalizzate nella Carta. Furono respinti.
Ma da alcuni decenni a questi tentativi viene dato corso libero, con l’appoggio di cosiddetti interlocutori stimati sul piano internazionale: ma stimati da chi?
Dagli interessati alla disgregazione di ogni prospettiva di forte sovranità nazionale nell’interno di un principio unitario europeo.
Oggi, in un momento di grande difficoltà internazionale, i tre tempi dell’evolvere del cittadino alla vita della comunità — innocenza, giovinezza, maturità — sono travolti.
Oggi vogliono distruggere la Costituzione le stesse forze e pulsioni che hanno un interesse alla liquefazione delle generazioni e dei rapporti generazionali.
Ecco perché oggi bisogna avere l’onestà e la fedeltà alla Carta Costituzionale per poterla spiegare per la funzione che ebbe: recuperò la funzione dell’armonia nei rapporti tra gruppi civili e sociali, religiosi, culturali, rifondò e rafforzò le istituzioni rappresentative e soprattutto seppe recuperare i principi che si fanno democrazia, che si fanno vita di tutti, l’anima.
Questo è il nostro compito, da esprimere con nettezza e schiettezza.
Dunque va detto con onestà: vi hanno parlato di riforma, di giustizia, anche nei suoi aspetti alcuni miserabili, il sorteggio, le corporazioni interne.
Vi hanno ingannato. Votare per il Si non è una minaccia per cambiare la Carta costituzionale ma è già un atto di cambio istituzionale dell’assetto democratico repubblicano del paese.
Votare No non è un gesto antimeloniano di pura formalità ma è la condanna popolare dello scempio in atto nel funzionamento degli organi costituzionali.
Il principio fondativo della Carta è costato la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, alle nostre generazioni è costato anche rischi gravi di insubordinazione interna.
Che non sono stati solo il terrorismo, ma quello che è più pericoloso del terrorismo armato, il terrorismo ai principi democratici.
[https://www.editorialedomani.it/.../referendum-riforma...](https://www.editorialedomani.it/.../referendum-riforma...)
Difendiamo la democrazia: ripreeso da Liliana Bottaccioli: ma vogliamo capir...
Difendiamo la democrazia: ripreeso da Liliana Bottaccioli:
ma vogliamo capir...: ripreeso da Liliana Bottaccioli: ma vogliamo capire e convincerci che questa è schifosamente complice di qualsiasi porcata di Trump e quin...
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Difendiamo la democrazia: Facciamo un esercizio di analisi logica. Roba da s...: RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Facciamo un esercizio di analisi logica. Roba da scuola media, niente di complesso. Nicola Gratteri ha detto: “Vote...
lunedì 16 febbraio 2026
La riforma della Giustizia
Menzogne spudorate sono quelle che stiamo sentendo in questi giorni da membri del governo e dai sotenitori del si che rendono veramente triste e pericoloso questo clima che si è diffuso nel Paese, come non si era mai visto.
Il ministro Nordio poi ha veramente superato il colmo ed è gravissimo che abbia accusato il CSM di essere "paramafioso", sparando nel mucchio senza minimamente rendersi conto, o forse anche rendendosene conto, che in quell'accusa stava coinvolgendo tutti, a cominciare dal PDR, che ne è il presidente, magistrati integerrimi come Gratteri, che da 35 anni, sacrificando la sua libertà personale, combatte la mafia e tutta la criminalità organizzata, vive sotto scorta. Questa affermazione ferisce anche la memoria di chi come Falcone e Borsellino e tanti altri magistrati che hanno pagato con la vita per avere servito lo Stato in maniera esemplare.
Un ministro che non ha argomenti per spiegare la sua disastrosa riforma , che tocca ben sette aricoli della Costituzione, pensa di convincere gli italiani denigrando in blocco la magistratura.
Tutto questo è inaccettabile e intollerabile in uno stato di diritto soprattutto per chi riveste incarichi istituzionali come quello di ministro che ha il dovere di rispettare la Costituzione su cui ha giurato e svolgere il suo ruolo con disciplina e onore. Purtroppo , come stiamo vedendo ogni giorno di più, non è così.
Chiediamoci il perchè di tutta questa aggrassività. Non sarà perchè le ragioni del NO prevalgono su quelle del si, e prevalgono perchè i cittadini in maggioranza hanno ben compreso qual'è la posta in gioco e cioè che si sta lavorando per cercare di sottomettere il PM alla politica, cosa che non è un mistero visto che il ministro lo ha candidamente affermato.
Se passasse il si ci ritroveremmo quindi con una magistratura non più autonoma, ma sottomessa alla politica, come prova la stessa composizione dell'alta Corte, che sarebbe composta da PM e Giudici scelti con il sorteggio- cosa mai vista in un Paese democratico per le cariche istituzionali -e con membri laici scelti dalla politica e sorteggiati tra quelli scelti dalla stessa.
Quindi due modlità differenti per l'elezione del consiglio dell'alta Corte, che, come chiunque può immaginare, sarà dominata dalla politica e di più se le sedute del consiglio sono valide anche con la sola presenza di un PM e Un Giudice. Da una situazione simile che potrebbe verificarsi conseguirebbe che i membri laici scelti dalla politica deciderebbero le sorti del PM o del Giudice e su tutte le decisioni di merito.
Già sola questa eventualità mette i brividi!
La modifica che prevede lo sdoppiamento del CSM e , come annunciato da Tajani, la polizia giudiziaria tolta al PM e posta alle dipendenze della politica ci porterebbe diritti a una dittatura, di cui possiamo oggi solo immaginare quello che ne deriverebbe.
Ovviamente da questa riforma , se malauguratamente venisse approvata dai cittadini, gli unici a trarne vantaggio sarebbero i politici e i colletti bianchi, che potrebbero delinquere tranquillamente. E' evidente, quindi, che è interesse dei cittadini/e lottare per non fare prevalere il si e votare in massa NOOOOOOO, perchè la Costituzione è di tutti e nessuno, soprattutto il governo, che quando si discute di modificare la Costituzione, come ebbe a raccomandare Calamandrei, dovrebbe abbandonare gli scranni. Invce qui è stato il governo a proporne una modifica così radicale e, cosa assai grave, senza nemmeno dare al Parlamento la possibilità di intervenire.
La menzogna spudorata e, ahinoi, anche la rabbia di molti cittadini per una giustizia che spesso non ha assolto in pieno il suo compito sono due aspetti che trovo gravi. La verità non dovrebbe mai essere sacrificata per ottenere consensi e la rabbia dovrebbe tacere di fronte alla pericolosità di questa riforma, soprattutto perchè qui stiamo parlando di modific di sette articoli della Costituzione, non di giudici meritevoli o no, che come chiunque può immaginare la riforma non può intervenire, proprio perchè riguarda la Costituzione.
N.T.
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