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lunedì 1 giugno 2026
Il 2 giugno
Ripreso da Sergio Bagnasco
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Il 2 giugno
Il 2 giugno dovrebbe essere ricordato innanzitutto come festa della Costituzione perché quel giorno si decideva che avremmo avuto una Costituzione mentre la scelta tra Repubblica o Monarchia era affidata alla decisione della maggioranza degli italiani.
Il valore della Costituzione italiana deriva intrinsecamente dall'essere il prodotto compromissorio tra le diverse culture politiche e sociali che lottarono contro il fascismo prima e il nazifascismo dopo.
Liberali, monarchici, cattolici, repubblicani, socialisti, comunisti, federalisti ... lottarono insieme per dare agli italiani la possibilità di costruire il proprio futuro di pace, libertà, dignità...
Queste forze politiche insieme gestirono la ricostruzione del Paese negoziando con la monarchia il passaggio democratico verso l'opzione repubblicana, lasciata comunque al voto degli italiani, ma affermando la necessità di superare lo Statuto Albertino scrivendo una Costituzione: quale che fosse la forma dello Stato l'Italia avrebbe avuto una Costituzione scritta dai rappresentanti politici scelti dal popolo italiano e non più uno Statuto concesso ai "regnicoli" dal sovrano per sua grazia.
Dall'esperienza dell'Assemblea Costituente nacque la nostra Costituzione che delinea un programma politico, economico e sociale.
Questo programma ci indica gli obiettivi che la Repubblica deve raggiungere nel tempo, come la rimozione degli ostacoli economici e sociali (Art. 3 Costituzione).
La Costituzione indica al legislatore l'indirizzo da seguire adottando le necessarie leggi per realizzare i principi e gli obiettivi costituzionali.
La stessa Costituzione prevede un'attuazione progressiva perché molti obiettivi richiedono importanti risorse ma anche la parallela crescita del sistema Paese. Pensiamo all'art. 36 Cost. che prevede una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare al lavoratore e alla sua famiglia un'esistenza libera e dignitosa, lasciando alla legge la decisione di stabilire la durata massima della giornata lavorativa.
A determinare il successo dell'assemblea costituente fu il metodo parlamentare e la consapevolezza della propria funzione.
I Costituenti sapevano quanto alta era la posta in gioco: da loro dipendeva l'indipendenza e il futuro dell'Italia.
Bisognava confezionare una cornice entro cui ogni forza politica potesse contribuire alla crescita del Paese e alla sua ricostruzione.
Il loro fallimento avrebbe provocato nuove lacerazioni e conflitti aprendo a nuovi tragici scenari.
Così la Costituente giunse a un compromesso tra le diverse culture definendo una direzione verso cui andare e lasciando al governo e al parlamento la scansione dei tempi e dei modi per raggiungere gli obiettivi.
Metodo parlamentare e consapevolezza della propria funzione sono due ingredienti da anni assenti nel panorama politico italiano.
Attuare la Costituzione è il compito delle forze politiche e per farlo occorre rimettere al centro del sistema il Parlamento abbandonando le cretinerie che inseguono l'illusione della stabilità di governo che non è mai il prodotto di una formula elettorale ma della capacità di fare sintesi tra le diverse sensibilità politiche, sociali e culturali avendo la Costituzione come faro. Vedi meno
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venerdì 29 maggio 2026
Le modifiche alla stabilicum
Hanno modificato la prima proposta di legge elettorale: premio di maggioranza con il 42% senza ballottaggio, così il primo che arriva si prende tutto, anche quello che non gli spetta. Una vera truffa che trova il suo apice nell'indicazione sulla scheda dell candidato premier!
Perfetto, così la Costituzione viene strappata senza tanti complimenti e la Repubblica da Parlamentare passerebbe a Presidenziale, senza passare dalla necessaria e inderogabile modifica costituzionale, che dovrebbe seguire la normale prassi prevista dalla stessa Costituzione.
Con un colpo di mano avremmo parlamentari eletti dai partiti e premier scelto da loro e così cittadini e PDR sarebbero messi fuori gioco!
Una bella riforma non c'è che dire, proprio degna dei fascisti, dove il capo non ha bisogno nemmeno di pesi e contrappesi, basta solo indicarlo sulla scheda elettorale ed ecco il premierato a la carte, degno di cotante menti raffinate!
L'auspicio è che il PDR, garante della Costituzione,questa volta li blocchi, rispedendo al mittente questo obrobrio incostituzionalmente palese: non si può cambiare forma dello Stato con un accordo tra amici di merende, ma basta davvero e, soprattutto, non lo si può fare a meno di un anno dalle elezioni con questa legge truffa!
N.T.
mercoledì 20 maggio 2026
Difendiamo la democrazia: Umanità perduta
Difendiamo la democrazia: Umanità perduta: Umanità perduta, quest'è e per capirlo basta guardare le immagini che Israele ci ha mostrato senza vergogna, senza un minimo senso di um...
lunedì 11 maggio 2026
LA TRUFFA MILIONARIA IMPUNITA PER IL POLITICO DEL PD
Avvocati e Società Civile per la Costituzione
Giovanni Lima · soordpSetn0mi8i61t73i5h71g0mi6tm a6hhcf2hl5g7u761cuglt51ili0 ·
Francantonio Genovese, ex sindaco di Messina ed ex deputato del PD (poi passato a Forza Italia) è stato condannato in via definitiva per lo scandalo della formazione professionale in Sicilia (noto come processo "Corsi d'Oro".
Ad aprile 2026, la condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione per reati come associazione a delinquere, truffa aggravata e frode fiscale è diventata definitiva.
Genovese fu arrestato nel 2014 mentre era nel PD dopo il via libera della Camera.
In seguito passò a Forza Italia, continuando a esercitare un'influenza politica locale a Messina. Mostra meno
Daniele Martinelli
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LA TRUFFA MILIONARIA IMPUNITA PER IL POLITICO DEL PD
C’è un politico condannato a diversi anni di carcere ma che di carcere non ne farà.
Non per colpa dei giudici. Bensì grazie alle leggi di Berlusconi.
E’ Francantonio Genovese, ex sindaco di Messina, arrestato nel 2014 quand’era nel Pd di Matteo Renzi ma è stato anche in Forza Italia. 7 anni di carcere definitivi per la truffa dei fondi europei per i corsi professionali in Sicilia. All’epoca gli sequestrarono qualcosa come 6 milioni di euro e 120 mila euro a sua moglie che non essendo deputata come il marito fu arrestata senza attendere il voto delle camere. Tra carcere e domiciliari passa un anno e mezzo in custodia cautelare. Poi arrivano i processi. Nel 2021 la Cassazione conferma una condanna a 6 anni e 8 mesi per truffa e tentata estorsione. Ma annulla un pezzo della sentenza sul riciclaggio, ordinando un nuovo processo d’Appello. E lì tutto si congela qualche anno. Nel frattempo Genovese viene condannato anche per evasione fiscale: un anno e mezzo, scontato con la messa in prova e il suo avvocato ottiene il cosiddetto “cumulo” delle pene: cioè le due condanne vengono accorpate. Col risultato che il totale da scontare diventa 6 anni e 11 mesi. Che sottratti al periodo di messa in prova già svolto sommato all’anno e mezzo già scontato da un totale di poco sotto i 4 anni restanti. Ebbene, grazie a una legge del governo Berlusconi, sotto i 4 anni niente carcere all’ex deputato del Pd. Qui i giudici c’entrano niente. C’entrano i berlusconiani, gli stessi che oggi sono al governo con Giorgia Meloni che con queste leggi rendono conveniente rubare anche se sei del Pd. Lo aveva detto Nordio prima del referendum no? Il sì fa comodo anche al Pd. Ecco, ora non solo Francantonio Genovese ha potuto truffare senza fare galera. Oggi suo figlio Luigi Genovese è addirittura alla guida dell’Azienda siciliana trasporti per qualche centinaia di migliaia di euro l’anno. Qualcuno chieda un parere a Elly Schlein o anche a Giuseppe Conte visto che a un anno dalle politiche non fiatano sul rivedere questo obbrobrio di leggi che garantiscono impunità.
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