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venerdì 27 marzo 2026
La vittoria del No , il conseguente sfaldamento del cd e le sfide per il futuro della sx
Difendiamo la democrazia
venerdì 27 marzo 2026
La vittoria del No , il conseguente sfaldamento del cd e le sfide per il futuro della sx
La destra governativa pensava di avere i numeri per portare a compimento lo scempio della Giustizia e della Costituzione, contando sull'astensionismo e sulla propaganda becera condotta per confondere il popolo meno acculturato e consapevole. Ha commesso errori gravi in questa campagna referendaria che hanno portato alla vittoria del NO: risultato conseguito per il grande impegno di magistrati come Gratteri e Di Matteo e di chi ha accolto il loro appello , nonchè dei comitati che si sono costituiti in tutto il territorio nazionale che hanno spiegato ai cittadini i pericoli che il Paese stava correndo qualora avesse vinto il si. Per fortuna i cittadini e in particolare i giovani, che sono stati la grande sorpresa di questo referendum, che a stragrande maggioranza hanno capito e si sono recati in massa a votare. Quello che è successo e sta succedendo è che il cd si sta sfaldando: caduto il loro obiettivo si riforma della giustizia per assicurarsi l'impunità stanno emergendo tutte le contraddizioni all'interno di una coalizione, che sembra più un'armata brancaleone che un'aggregazione politica. Sono cadute le teste di Delmastro e della Bartolozzi e poi quella della Santanchè, su richiesa della Meloni,che adesso minaccia di portarsi dietro tutti. Adesso anche le perquisizioni al Ministero della Difesa con l'ipotesi di reati gravissimi! Non vi è dubbio che siamo difronte a una classe dirigente della destra che venuta al potere credeva e crede di poter fare quello che vuole in dispregio di qualsiasi legge, forma e buon senso. E' evidente comunque che la toppa delle dimissioni dei suddetti personaggi si è rivelata peggio del buco ed è la conferma di quanto sospettato in merito alle tante bramate riforme della giustizia, che, ricordiamolo, ricalcolano il piano della P2 di Licio Gelli a cui ha aderito il Berlusconi, anch'esso pregiudicato e a cui la di lui figlia voleva dedicare la vittoria del si. Per fortuna la maggioranza degli italiani hanno capito e così abbiamo scampato il pericolo di una deriva fascista che non si sa dove ci avrebbe portato. Ora, però, si pone il problema di come uscire da questo disastro. E' palese che la vittoria del NO non se la possono attribuire i partiti politici e i vari sindacati, che non sono stati determinanti per la vittoria del NO, che va attribuita invece all'apporto rilevante delle associazioni,comitati e alla società civile, oltre che all'impegno senza riserve dei magistrati a cominciare da Gratteri e Di Matteo. Quindi, i partiti di sx evitino di appropriarsene e di ritenere a prescindere che saranno i futuri vincitori delle prossime consultazioni elettorali, perchè così non è e di più se non lo si capirà e non si invertirà proprio il modo di porsi. Ha fatto bene la Salis a dichiarare che le primarie non vanno fatte, perchè sono divisive e il fatto stesso che Conti l'indomani del voto, con una tempistica veramente incredibile , abbia dichiarato di essere disposto a candidarsi non è una bella cosa. Io penso che più che primarie il popolo che si riconosce nella Costituzione e vuole portare avanti la sua attuazione debba organizzarsi per raccogliere tutti coloro che vogliono veramente cambiare questo Paese, cominciando a pensare a politiche quali la redistribuzione del reddito, ai diritti calpestati da questo governo quali la giustizia, l'istruzione, la sanità, l'ambiente, il lavoro, il diritto alla casa e al salario per chi rimane fuori dal mercato del lavoro,oltre e soprattutto la Pace e in osservanza dell'art. 11 della Costituzione il ritiro da qualsiasi guerra anche in termini di aiuti finanziari. La vittoria della sinistra, a mio parere, passa proprio da qui e, credo, anche che sarebbe necessario e urgente unire tutte le forze per portare avanti questo ambizioso obiettivo, per mandare a casa questi guerrafondai cialtroni che hanno rovinato il Paese!
N.T.
sabato 21 marzo 2026
ULTIM'ORA: la superstar di New York, AG Letitia James, colpisce Trump con una ENORMA causa insieme a una potente coalizione di stati, contee e città per impedirgli di distruggere le normative cruciali sul cambiamento climatico.
Occupy Democrats
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ULTIM'ORA: la superstar di New York, AG Letitia James, colpisce Trump con una ENORMA causa insieme a una potente coalizione di stati, contee e città per impedirgli di distruggere le normative cruciali sul cambiamento climatico.
Questa donna sa brandire la legge come un'ascia da battaglia...
"L'amministrazione Trump ha scelto la negazione, abrogando le protezioni critiche che sono fondamentali per la risposta del governo federale al cambiamento climatico. Non lasceremo che il governo federale abbandoni le sue responsabilità al popolo", ha dichiarato James in un comunicato stampa.
La coalizione legale di Jame è composta da 40 stati e da altri gruppi più piccoli. Stanno puntando a ribaltare la disastrosa decisione dell'EPA di Trump di abrogare la scoperta di messa in pericolo del 2009, che ha costituito la base di gran parte della nostra architettura legale per la regolamentazione del clima.
L’abrogazione di tale constatazione, secondo cui i gas a effetto serra costituiscono un pericolo per la salute pubblica e l’ambiente, è da tempo un obiettivo delle compagnie petrolifere che hanno contribuito a far entrare Trump al potere. Negheranno la scienza e raderanno volentieri il mondo al suolo se ciò significa aumentare i profitti per loro nel breve termine.
James ha presentato la sua petizione legale alla Corte d'Appello degli Stati Uniti per la D.C., così come in California, Connecticut e Massachusetts. La sua coalizione sostiene che l'abrogazione è chiaramente a sfida della scienza, ignora le prove e viola il Clean Act.
Questo è il tipo di azione coraggiosa di cui abbiamo bisogno ora dai nostri leader politici. Dobbiamo combattere l'amministrazione Trump in ogni momento se ci sarà qualche possibilità di un mondo vivibile per le generazioni future.
Per favore mettete mi piace e condividete per ringraziare Letitia James!
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Domani vota No chi ama la Costituzione e la vuole salvare!
Toscano Nella Arch
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Domani si vota per salvare la Costituzione italiana nata dalla Resistenza. Perché potesse essere scritta molto uomini e donne hanno pagato con sacrifici e al costo della vita.
Oggi abbiamo una responsabilità enorme e dobbiamo difenderla per onorare quei morti che ci hanno consentito di avere la Costituzione più bella del mondo, che uomini incapaci di apprezzarne la grandezza pensano di affossare, per fini altri e addirittura strettamente personali.
Non passeranno!
Perché ciò succeda c'è, però, bisogno della partecipazione di tutti, quindi è necessario andare a votare.
Usciamo da una campagna elettorale tra le più vergognose dal dopoguerra ad oggi, per le menzogne e l'occultamento della verità di governo e politici di dx soprattutto, propinate a piene mani senza ritegno.
Politici che vogliono raggiungere lo scopo di fare vincere il si non dicendo la verità non onorano quanto scritto in quella stessa carta che vogliono strappare, dimentichi del giuramento per difenderla con onore e disciplina.
Se la politica percorre strade che non si sa dove ci conducono sta a noi rimettere tutto sulla retta via andando a votare e votando NO!
Ricordiamo cosa diceva Piero Calamandrei a proposito della Costituzione e della giustizia in modo particolare:
Il treno delle donne per la Costituzione riprende a viaggiare per salvare la Costituzione
Questo treno continuerà a viaggiare insieme a tutti quelli che hanno a cuore la Costituzione e vogliono continuare a difenderla, perchè la Costituzione italiana del 1948 è la carta dove sono stati scritti tutti i nostri diritti e la libertà.
Dobbiamo sempre ringraziare chi ha pagato con la vita perchè potesse essere scritta e non pissiamo permettere a quattro scappati di casa di strapparla per fini non certo encomiabili.
Andiamo a votare tutti e votiamo NO tutti per salvare la democrazia e l'indipendenza dei poteri dello stato e del CSM , perchè vi sia una giustizia giusta , mancando la quale non c'è democrazia.
Stiamo attraversando un momento veramente drammatico, pieno di insidie e con la guerra in corso, che i nostri governanti vogliono ignorare e per tutto questo occorre votare NO con forza!!!!
Nella Toscano
lunedì 16 marzo 2026
Difendiamo la democrazia: La stabilità di una nazione è legata alla stabilit...
Difendiamo la democrazia: La stabilità di una nazione è legata alla stabilit...: Molti cittadini, purtroppo, ancora non riescono a comprendere che la posta in gioco di questo referendum è la modifica della nostra Costit...
domenica 15 marzo 2026
Creata l’Alta Corte per indurli a scrivere le sentenze come vogliamo noi
Giovanni LimaAVVOCATI E SOCIETÀ CIVILE AUTOREVOLEZZA E LEGALITÀ soSrtoednpl021go9mihregum0to993fal:a 7g550 a904 0 1mz0eh1clr · Creata l’Alta Corte per indurli a scrivere le sentenze come vogliamo noi Per Meloni con la riforma della giustizia si potranno cambiare decisione ingiuste secondo il governo. Siamo alla confessione. https://www.instagram.com/reel/DVpC-pfCllL/?igsh=MWJnMzN2dTgxd3JraQ==
È lo storico intervento di Piero Calamandrei del 1947 con il quale difende l'indipendenza della magistratura come garanzia di libertà per i cittadini, rifiutando la sottomissione del Pubblico Ministero all'esecutivo.
Da AVVOCATI E SOCIETÀ CIVILE AUTOREVOLEZZA E LEGALITÀ
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Calamandrei: Il Pubblico Ministero e la garanzia di libertà
È lo storico intervento di Piero Calamandrei del 1947 con il quale difende l'indipendenza della magistratura come garanzia di libertà per i cittadini, rifiutando la sottomissione del Pubblico Ministero all'esecutivo.
Calamandrei sostiene l'unità dell'ordine giudiziario, imparziale e sottomesso solo alla legge, contro la politicizzazione della giustizia penale.
(Assemblea Costituente, 27 novembre 1947)
“ … Si è parlato, in questi giorni, da vari oratori, del pericolo che la magistratura diventi un "quarto potere"; si è parlato del pericolo che la magistratura diventi una casta chiusa, uno Stato nello Stato, una specie di cittadella inespugnabile, sottratta ad ogni controllo della sovranità popolare.
Ebbene, onorevoli colleghi, io credo che queste preoccupazioni siano smentite dalla struttura stessa che noi abbiamo dato a questo progetto. Noi abbiamo voluto che la magistratura fosse indipendente, ma non abbiamo voluto che fosse separata dalla nazione.
L'indipendenza che noi rivendichiamo per i magistrati non è un privilegio dei magistrati: è una garanzia dei cittadini.
Perché il cittadino sia libero, occorre che il giudice sia indipendente.
Ma v'è un punto su cui la discussione è stata più viva: quello del Pubblico Ministero.
Si è detto da alcuni: "Sia pure l'indipendenza per il giudice che giudica; ma il Pubblico Ministero, che è il promotore della giustizia, che è l'organo che deve dare l'impulso al processo, deve essere in qualche modo collegato al Potere esecutivo".
Noi abbiamo risposto di no.
Abbiamo risposto che anche il Pubblico Ministero deve essere un magistrato;
che anche il Pubblico Ministero deve avere le stesse garanzie di indipendenza del giudice.
Perché se voi lasciate il Pubblico Ministero sotto la dipendenza del Governo, voi venite a mettere la giustizia penale sotto la dipendenza della politica.
Se il Pubblico Ministero deve attendere un cenno del Ministro per sapere se deve o non deve iniziare un processo penale contro un uomo politico, se deve o non deve insistere nell'accusa, in quel momento la giustizia penale è finita, e la libertà del cittadino è perduta.
Il Pubblico Ministero, nell'ordinamento che noi abbiamo tracciato, non è l'avvocato dell'accusa: è un magistrato, il quale ha l'obbligo di cercare la verità, anche se la verità giova all'imputato.
Egli appartiene all'ordine giudiziario;
egli respira la stessa aria di imparzialità che respira il giudice.
Questa è l'unità della magistratura che noi abbiamo voluto difendere: l'unità che deriva da una comune cultura, da un comune concorso, da una comune coscienza di magistrato che non deve servire nessun altro padrone se non la legge”.
Atti dell'Assemblea Costituente, Discussioni, vol. IX, seduta di giovedì 27 novembre 1947, pp. 2480 e seguenti.
Piero Calamandrei
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Il Capo Provvisorio dello Stato Enrico De Nicola firma l'atto di promulgazione della Costituzione
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