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sabato 25 aprile 2026
🇮🇷⚡️🇺🇸 NUOVI COLLOQUI IRAN/USA? SMENTITA DIRETTA.
dalla bacheca di Bruna Bovo su fb
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Seyed Mohammad Marandi, docente all'Università di Teheran, analista e membro delle delegazione recatasi a Islamabad per i negoziati con gli Stati Uniti l'11 aprile scorso, intervistato da Al-Mayadeen:
"Araghchi non negozierà con gli americani a Islamabad, né direttamente né indirettamente, e la Casa Bianca mente a riguardo."
"Dall'insediamento di Trump alla presidenza, le bugie della Casa Bianca sono diventate più ridicole e nessuno crede a quello che dicono."
"Trump non ha il lusso del tempo e deve o uscire da questo pantano o affondare ancora di più, e Teheran non cadrà nelle sue bugie."
"Teheran non ha mai parlato del programma nucleare a Islamabad e tutto ciò che è stato detto è una fabbricazione dei media occidentali."
"I media occidentali fabbricano narrazioni per mostrare l'Iran come se stesse voltando le spalle ai suoi obblighi, al fine di preparare il terreno per l'aggressione contro di esso."
"A mio avviso, la Casa Bianca e i media americani stanno mentendo riguardo ai piani di negoziato diretto tra l'Iran e il regime Trump in modo da poter poi affermare disonestamente che l'Iran ha infranto le sue promesse, contribuendo a "giustificare" ulteriori aggressioni agli occhi del popolo americano.
Su X
"Perché mai l'Iran dovrebbe avere una minima fiducia in un processo i cui conduttori, Witkoff e Kushner, sono due sionisti la cui lealtà va al regime israeliano e che hanno già mostrato due volte in un anno la loro sete di guerra?
La Repubblica Islamica dell'Iran sa cosa la Coalizione Epstein pianifica di fare e ne è pronta."
#iran #usa #Trump #lies #Islamabad #Teheran Mostra meno
25 aprile: a Milano contestata la Brigata ebraica, poi viene scortata fuori dal corteo. Fiano: "Mai successo in 50 anni"
Tensioni alla manifestazione milanese. Sala: "Avevo espresso a prefetto e questore la mia preoccupazione"
Mentre via Palestro si riempiva di migliaia di persone pronte a partire in corteo, la Brigata ebraica veniva contestata: “Via i sionisti dal 25 aprile”. A guidare la contestazione, i Carc e alcuni militanti pro-Pal, con bandiere e lo striscione con la scritta "Via i servi di Usa e Nato e i sionisti, per una nuova liberazione”. I manifestanti gridavano "assassini" e spiegavano che gli esponenti della Brigata ebraica ”sono quelli che bombardano le popolazioni di Gaza e quindi non posso partecipare e non hanno diritto a stare al corteo - hanno scandito al megafono -. Festeggiano la resistenza e la lotta partigiana ma non tolleriamo la loro presenza”.
Dopo diversi momenti di tensione, lungo via Senato, lo spezzone della Brigata ebraica - con contestazioni ancora più dure - è stato fatto uscire dal corteo dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa. "Siamo stati cacciati dalla Polizia, è un fatto grave e ne parleremo", ha detto il presidente del museo della Brigata ebraica, Davide Romano.
Con loro c'era anche Emanuele Fiano: "Siamo stati cacciati dal corteo, perché abbiamo nei nostri striscioni la stella di David, perché difendiamo il diritto dello stato d'Israele di esistere, perché difendiamo i diritti della Brigata Ebraica a sfilare? Non lo so, chiedetelo a loro". Poi ha continuato: "Oggi le istituzioni non ci hanno permesso di fare questo ed è una vergogna".
Per il presidente dell'Anpi, Gianfranco Pagliarulo, il corteo diMilano "non è bloccato per le contestazioni ma perché la Brigata ebraica non si è mossa. Il problema è che la Brigata come da accordo con il questore, così mi hanno detto, doveva uscire a un certo punto dal corteo. Perché non c'è solo la Brigata ebraica, cosa assolutamente legittima - ha aggiunto -, ma ci sono anche gli iraniani che vogliono il ritorno del figlio dello Scià - ha aggiunto - e questo non mi pare sia una posizione coerente col 25 aprile".
"I tempi sono questi - ha commentato invece il sindaco di Milano Beppe Sala arrivando in piazza Duomo -. Io devo dire che avevo espresso al prefetto e al questore la mia preoccupazione da tempo. Capisco che poi loro facciano quello che possono, ma la situazione in queste settimane, in questi mesi è questa, quindi c'è poco da stupirsi - ha aggiunto -. Io sinceramente un po' me l'aspettavo. E non lo so, è un fatto organizzativo su cui non posso ovviamente commentare".
L'altra metà della Resistenza ...
Dalla bacheca di fb di Marta Marta Agresti
Le storie delle donne che hanno dato un contributo importante alla Resistenza ci parlano del loro impegno come staffette, combattenti, membri dei GAP e delle SAP. Armate o disarmate, di ogni ceto sociale e ogni professione, giovani e meno giovani, meridionali e settentrionali, antifasciste per scelta personale, familiare o “di guerra” cioè quel rifiuto che nasceva nel quotidiano fatto di bombardamenti, fame, lutti e deportazioni, le donne hanno lottato nelle città, nei paesi e nelle campagne, combattuto con le armi in pugno, sono state ferite, torturate, fucilate, impiccate.
Erano loro che diffondevano materiale di propaganda, attaccavano manifesti, preparavano documenti falsi e ricoveri per i partigiani, curavano i feriti, trasportavano armi, munizioni, esplosivi, indumenti, medicinali e viveri.
Erano loro, che nel novembre 1943, fondarono i GDD (Gruppi Difesa delle Donne) riconosciuti ufficialmente dal CLN. Queste donne operavano nelle scuole, nelle fabbriche e negli uffici, progettavano atti di sabotaggio al materiale di guerra destinato ai tedeschi, organizzavano interruzioni delle vie di comunicazione, scioperi contro i nazifascisti e allestivano reti di soccorso e assistenza per partigiani, famiglie di deportati, caduti e carcerati.
Sono state le protagoniste di quella resistenza che prese il via con lo "sciopero del pane" di Parma quando centinaia di donne misero in gioco il posto di lavoro e la libertà personale come fecero poi le mondine emiliane, le donne di Imola e le romane che, durante l'assalto a un forno, furono sorprese dalle camicie nere e dieci di loro furono giustiziate. Sono state le donne che, nella Napoli occupata, impedirono i rastrellamenti degli uomini innescando la miccia dell'insurrezione cittadina e quelle di Carrara che, nel luglio 1944, resistettero agli ordini di sfollamento impedendo ai nazisti di garantirsi una comoda ritirata verso la linea Gotica.
Questo è il prezioso contributo delle donne alla Resistenza.
- 35mila combattenti
- 20mila staffette
- 70mila organizzate nei Gruppi difesa della donna
- 4653 arrestate, torturate e condannate dai tribunali fascisti
- 2900 giustiziate o uccise in combattimento
- 1700 ferite
- 2756 deportate in Germania
lunedì 20 aprile 2026
Report e il caso Zampolli: ritratti di un potere tossico che deumanizza i popoli e distrugge le vite
Ripreso da BI Be su fab
Post di Bi Be
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Report e il caso Zampolli: ritratti di un potere tossico che deumanizza i popoli e distrugge le vite
Le recenti cronache politiche italiane si sono infiammate a seguito di un incontro riservato a Roma tra il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, e Paolo Zampolli, l'imprenditore milanese che Donald Trump ha scelto come inviato speciale per le partnership globali.
Se da un lato il colloquio ha sollevato interrogativi sulle manovre diplomatiche parallele del M5S, dall'altro l'attenzione si è spostata su alcune pesantissime dichiarazioni di Zampolli che saranno oggetto della prossima puntata di Report.
Secondo le anticipazioni, l'inchiesta di Sigfrido Ranucci metterebbe in luce un lato oscuro e profondamente controverso dell'inviato di Trump, citando affermazioni dai toni discriminatori e xenofobi.
Per Zampolli i palestinesi sono "programmati per uccidere" e le donne brasiliane "per fregare e fare le furbe" perché "troie" che "guardano le telenovelas e impazziscono", mostrando un pattern ideologico: la tendenza a "deumanizzare" interi gruppi di persone per giustificare azioni violente o discriminatorie (come la deportazione di massa, la violenza domestica, l'uso della forza e l'uccisione).
Se Zampolli siede al tavolo con i leader italiani parlando di "partnership globali", lo fa portando con sé questo bagaglio di accuse: abusi domestici, manipolazione delle leggi federali USA e una vicinanza mai del tutto chiarita con il giro di Epstein.
Fedelissimo di Donald Trump fu lui, per sua stessa ammissione, a presentare Melania Knauss al futuro presidente durante una festa.
Con il ritorno di Trump alla presidenza, Zampolli è stato investito del ruolo di "inviato speciale", sfruttando la sua doppia natura di conoscitore della realtà italiana e insider dell'amministrazione americana.
Quando si parla di Zampolli, perciò, la linea tra affari privati, amicizie personali e incarichi di Stato è quasi inesistente. Questo è esattamente ciò che Report intende contestare: come un uomo che ha costruito la sua fortuna tra passerelle e real estate possa oggi sedersi a tavola con leader politici per parlare di "dossier sensibili"?
Amanda Ungaro, l'ex moglie brasiliana, con la quale ha vissuto per vent'anni e ha fatto un figlio, racconta di essere salita sul famigerato aereo di Epstein a soli 16 anni, portata dal suo agente.
La sua carriera come modella è iniziata all'età di 13 anni, ancora bambina.
Come proprietario della ID Models, Zampolli era l'uomo che gestiva queste giovanissime ragazze.
Il sospetto sollevato dalle inchieste (e che Report probabilmente approfondirà) è il ruolo di "fornitore" di contatti per l'élite di New York, un'accusa che lo posiziona pericolosamente vicino al network di traffico sessuale di Epstein.
Secondo quanto riportato, Zampolli avrebbe usato i suoi contatti con alti funzionari dell'amministrazione Trump per far deportare la sua ex compagna, subito dopo che lei ha sposato medico brasiliano, e ottenere così l'affidamento esclusivo del figlio.
Se confermato, questo significherebbe che un "Inviato Speciale" ha usato il potere dello Stato americano per risolvere una vendetta privata, trasformando il sistema di immigrazione in un braccio armato personale.
Ora capiamo da dove nascono le parole che Report manderà in onda: "Le brasiliane sono troie, programmate per fregare gli uomini".
Non è un'opinione astratta, ma l'attacco diretto a sua ex moglie Amanda, una donna brasiliana che sta parlando e facendo rivelazioni su Jeffrey Epstein. Rivelazioni che, assieme alle stesse dichiarazioni di Zampolli, hanno portato la First Lady americana a rilasciare un "comunicato preventivo" qualche giorno fa, tra lo stupore generale della stampa mondiale.
Al momento, Zampolli viene accusato di abusi fisici e psicologici, segregazione e sfruttamento del suo status legale, per parte dell'ex moglie.
Questo articolo, tuttavia, non è solo una storia di gossip o una "telenovela", ma la cronaca di come il potere politico possa essere usato per distruggere la vita delle persone, diffondendo stereotipi che incitano alla violenza contro le donne o la popolazione palestinese.
Report non farà altro che unire i puntini tra queste vicende private e il ruolo pubblico che Paolo Zampolli ricopre oggi tra Roma e Washington.
È di estrema importanza. Perché siamo di fronte a un quadro che supera il perimetro della politica per entrare in quello della patologia del potere.
Se le anticipazioni di Report e le testimonianze di Amanda Ungaro troveranno conferma definitiva, Paolo Zampolli non apparirà più come un eccentrico diplomatico d'affari, ma come l’incarnazione di un metodo brutale: l’uso delle istituzioni statali come strumento per regolare conti privati e la deumanizzazione dell’altro (sia esso il popolo palestinese o la donna brasiliana) come pretesto per il dominio.
Le sue parole non sono semplici "scivoloni": definire le donne brasiliane come esseri "programmati per prostituirsi" è una proiezione violenta che serve a coprire una realtà ben più torbida, un tentativo di ribaltare la narrazione, trasformando la vittima in carnefice mentre si esercitano abusi, segregazioni e manipolazioni legali per strappare un figlio alla madre.
Ma c'è di più. In questa vicenda, Zampolli sembra ricalcare sinistramente lo stereotipo più vergognoso dell'uomo italiano nel mondo, quello denunciato dai report dell'Osservatorio ECPAT.
La sua gestione di modelle giovanissime alla ID Models e la vicinanza mai chiarita al sistema di Jeffrey Epstein rievocano quella statistica infame che vede l’Italia ai vertici del turismo sessuale internazionale. Quegli 80.000 italiani che ogni anno viaggiano verso il Brasile, il Kenya o il Sud-est asiatico in cerca di sesso a pagamento (spesso con minori) non sono solo numeri: sono la base culturale di un sistema che vede il corpo della donna straniera e vulnerabile come una merce a disposizione del "potente" di turno.
Vedere i vertici della nostra politica sedere a tavola con chi porta con sé questo bagaglio di accuse è un segnale devastante. Non si tratta di "Realpolitik", ma di una totale cecità etica.
Se il nuovo corso della diplomazia tra Roma e Washington passa attraverso figure che usano le forze dell'ordine per vendette coniugali e che alimentano pregiudizi xenofobi, allora non stiamo solo discutendo di alleanze internazionali. Stiamo accettando che il potere si spogli di ogni dignità, trasformando i diritti umani in un fastidioso ostacolo alla volontà di un singolo uomo.
I dati sono pubblici, le testimonianze sono atroci, i puntini li guarderemo essere uniti nella puntata di Report del 19 aprile.
Ignorarli ancora significherebbe essere complici di un modello di sopraffazione che l'Italia dovrebbe avere l'orgoglio di ripudiare.
Un sincero grazie a Sigfrido Ranucci e all'équipe di Report.
Ps: si vede che le donne brasiliane non guardano solo le telenovelas, ma anche Report.
C.L.Dias
Fonti
1. Corriere della Sera: "Paolo Zampolli, chi è l’uomo dei «20 miliardi in 20 minuti» vicino a Donald Trump" (17/04/2026)
2. Dire: "Domenica le nuove inchieste di Report: le anticipazioni" (17/04/2026)
3. Antimafia: "Ranucci, Report pubblicherà inchiesta esplosiva sul caso Epstein: ''Lascerà il segno'' (16/04/2026)
4. Open: "Perché Melania Trump ha fatto il video su Epstein: le minacce di Amanda Ungaro e il link con Zampolli" (13/04/2026)
5. El País: "Amanda Ungaro: From sharing soirées with the Trumps to being deported by ICE" (12/04/2026)
6. Milano Finanza: "Paolo Zampolli: pronto a testimoniare al Congresso che sono stato io a presentare Melania a Donald Trump" (10/04/2026)
7. La Repubblica: "Paolo Zampolli querela Fedez e Mr. Marra: “Diffamato per l’associazione agli Epstein files”" (30/03/2026)
8. O Globo: "It felt like we were on display, like meat at a butcher shop', Brazilian former model recounts ICE detention and deportation" (26/03/2026)
9. Sito ECPAT Italia: End Child Prostitution
Pornography And Trafficking
10. Melting Pot Europa: "Piccoli Schiavi Invisibili 2025, il nuovo rapporto di Save The Children" (13/08/2025)
SE FOSSE SUCCESSO AL SUD...
Ripreso da NO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE su fb
Mario Roccaraso · eotrndsSop0995c8f9l1g341acg7t97 6m4565103571fghm40flf3ha58h6 ·
SE FOSSE SUCCESSO AL SUD...
Intanto, nel silenzio totale dei Tg nazionali...
Come riportato da Il Fatto Quotidiano, per le Olimpiadi Milano-Cortina (le Olimpiadi dello spreco leghista) il budget originariamente era stato fissato a 1,3 miliardi di euro, venendo poi rivisto fino a quota 1,7 miliardi, con un aiuto dal Governo con un finanziamento di oltre mezzo miliardo. Eppure i conti ancora non quadrano: ad oggi infatti il bilancio è previsto in perdita di addirittura 290 milioni di euro.
Tra i dettagli emersi, Coni e Comitato paralimpico non sono ancora stati pagati e vantano pendenze milionarie verso la fondazione, mentre gli organizzatori non hanno particolarmente badato a spese: tra le altre voci, ci sono 37 milioni in divise, 5 in arredi, 13 per il viaggio della fiamma olimpica.
Una situazione tale per cui a Milano-Cortina ancora non sono riusciti a chiudere il bilancio. E nelle ultime settimane il contesto nazionale e internazionale si è modificato, non aiutando la situazione. Tra la crisi, il caro energia e il taglio delle accise sui carburanti, infatti, ora sembra difficile che il governo possa farsi carico quantomeno dei debiti col Coni, come inizialmente sembrava intenzionato a fare.
Sono anni che denunciamo gli sprechi di queste Olimpiadi che dovevano, secondo le dichiarazioni dei Presidenti leghisti di Lombardia e Veneto, essere totalmente autofinanziate. Infatti, come facilmente prevedibile ora paga Pantalone, cioè tutti noi...
Pensate ora se una spreco del genere fosse successo al Sud, la gazzarra mediatica che si sarebbe scatenata, prima, durante e soprattutto dopo. Invece...
Immagina, puoi...
#votateliancora
👉https://www.calcioefinanza.it/.../olimpiadi-milano.../...
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