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sabato 25 aprile 2026
🇮🇷⚡️🇺🇸 NUOVI COLLOQUI IRAN/USA? SMENTITA DIRETTA.
dalla bacheca di Bruna Bovo su fb
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Seyed Mohammad Marandi, docente all'Università di Teheran, analista e membro delle delegazione recatasi a Islamabad per i negoziati con gli Stati Uniti l'11 aprile scorso, intervistato da Al-Mayadeen:
"Araghchi non negozierà con gli americani a Islamabad, né direttamente né indirettamente, e la Casa Bianca mente a riguardo."
"Dall'insediamento di Trump alla presidenza, le bugie della Casa Bianca sono diventate più ridicole e nessuno crede a quello che dicono."
"Trump non ha il lusso del tempo e deve o uscire da questo pantano o affondare ancora di più, e Teheran non cadrà nelle sue bugie."
"Teheran non ha mai parlato del programma nucleare a Islamabad e tutto ciò che è stato detto è una fabbricazione dei media occidentali."
"I media occidentali fabbricano narrazioni per mostrare l'Iran come se stesse voltando le spalle ai suoi obblighi, al fine di preparare il terreno per l'aggressione contro di esso."
"A mio avviso, la Casa Bianca e i media americani stanno mentendo riguardo ai piani di negoziato diretto tra l'Iran e il regime Trump in modo da poter poi affermare disonestamente che l'Iran ha infranto le sue promesse, contribuendo a "giustificare" ulteriori aggressioni agli occhi del popolo americano.
Su X
"Perché mai l'Iran dovrebbe avere una minima fiducia in un processo i cui conduttori, Witkoff e Kushner, sono due sionisti la cui lealtà va al regime israeliano e che hanno già mostrato due volte in un anno la loro sete di guerra?
La Repubblica Islamica dell'Iran sa cosa la Coalizione Epstein pianifica di fare e ne è pronta."
#iran #usa #Trump #lies #Islamabad #Teheran Mostra meno
25 aprile: a Milano contestata la Brigata ebraica, poi viene scortata fuori dal corteo. Fiano: "Mai successo in 50 anni"
Tensioni alla manifestazione milanese. Sala: "Avevo espresso a prefetto e questore la mia preoccupazione"
Mentre via Palestro si riempiva di migliaia di persone pronte a partire in corteo, la Brigata ebraica veniva contestata: “Via i sionisti dal 25 aprile”. A guidare la contestazione, i Carc e alcuni militanti pro-Pal, con bandiere e lo striscione con la scritta "Via i servi di Usa e Nato e i sionisti, per una nuova liberazione”. I manifestanti gridavano "assassini" e spiegavano che gli esponenti della Brigata ebraica ”sono quelli che bombardano le popolazioni di Gaza e quindi non posso partecipare e non hanno diritto a stare al corteo - hanno scandito al megafono -. Festeggiano la resistenza e la lotta partigiana ma non tolleriamo la loro presenza”.
Dopo diversi momenti di tensione, lungo via Senato, lo spezzone della Brigata ebraica - con contestazioni ancora più dure - è stato fatto uscire dal corteo dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa. "Siamo stati cacciati dalla Polizia, è un fatto grave e ne parleremo", ha detto il presidente del museo della Brigata ebraica, Davide Romano.
Con loro c'era anche Emanuele Fiano: "Siamo stati cacciati dal corteo, perché abbiamo nei nostri striscioni la stella di David, perché difendiamo il diritto dello stato d'Israele di esistere, perché difendiamo i diritti della Brigata Ebraica a sfilare? Non lo so, chiedetelo a loro". Poi ha continuato: "Oggi le istituzioni non ci hanno permesso di fare questo ed è una vergogna".
Per il presidente dell'Anpi, Gianfranco Pagliarulo, il corteo diMilano "non è bloccato per le contestazioni ma perché la Brigata ebraica non si è mossa. Il problema è che la Brigata come da accordo con il questore, così mi hanno detto, doveva uscire a un certo punto dal corteo. Perché non c'è solo la Brigata ebraica, cosa assolutamente legittima - ha aggiunto -, ma ci sono anche gli iraniani che vogliono il ritorno del figlio dello Scià - ha aggiunto - e questo non mi pare sia una posizione coerente col 25 aprile".
"I tempi sono questi - ha commentato invece il sindaco di Milano Beppe Sala arrivando in piazza Duomo -. Io devo dire che avevo espresso al prefetto e al questore la mia preoccupazione da tempo. Capisco che poi loro facciano quello che possono, ma la situazione in queste settimane, in questi mesi è questa, quindi c'è poco da stupirsi - ha aggiunto -. Io sinceramente un po' me l'aspettavo. E non lo so, è un fatto organizzativo su cui non posso ovviamente commentare".
L'altra metà della Resistenza ...
Dalla bacheca di fb di Marta Marta Agresti
Le storie delle donne che hanno dato un contributo importante alla Resistenza ci parlano del loro impegno come staffette, combattenti, membri dei GAP e delle SAP. Armate o disarmate, di ogni ceto sociale e ogni professione, giovani e meno giovani, meridionali e settentrionali, antifasciste per scelta personale, familiare o “di guerra” cioè quel rifiuto che nasceva nel quotidiano fatto di bombardamenti, fame, lutti e deportazioni, le donne hanno lottato nelle città, nei paesi e nelle campagne, combattuto con le armi in pugno, sono state ferite, torturate, fucilate, impiccate.
Erano loro che diffondevano materiale di propaganda, attaccavano manifesti, preparavano documenti falsi e ricoveri per i partigiani, curavano i feriti, trasportavano armi, munizioni, esplosivi, indumenti, medicinali e viveri.
Erano loro, che nel novembre 1943, fondarono i GDD (Gruppi Difesa delle Donne) riconosciuti ufficialmente dal CLN. Queste donne operavano nelle scuole, nelle fabbriche e negli uffici, progettavano atti di sabotaggio al materiale di guerra destinato ai tedeschi, organizzavano interruzioni delle vie di comunicazione, scioperi contro i nazifascisti e allestivano reti di soccorso e assistenza per partigiani, famiglie di deportati, caduti e carcerati.
Sono state le protagoniste di quella resistenza che prese il via con lo "sciopero del pane" di Parma quando centinaia di donne misero in gioco il posto di lavoro e la libertà personale come fecero poi le mondine emiliane, le donne di Imola e le romane che, durante l'assalto a un forno, furono sorprese dalle camicie nere e dieci di loro furono giustiziate. Sono state le donne che, nella Napoli occupata, impedirono i rastrellamenti degli uomini innescando la miccia dell'insurrezione cittadina e quelle di Carrara che, nel luglio 1944, resistettero agli ordini di sfollamento impedendo ai nazisti di garantirsi una comoda ritirata verso la linea Gotica.
Questo è il prezioso contributo delle donne alla Resistenza.
- 35mila combattenti
- 20mila staffette
- 70mila organizzate nei Gruppi difesa della donna
- 4653 arrestate, torturate e condannate dai tribunali fascisti
- 2900 giustiziate o uccise in combattimento
- 1700 ferite
- 2756 deportate in Germania
lunedì 20 aprile 2026
Report e il caso Zampolli: ritratti di un potere tossico che deumanizza i popoli e distrugge le vite
Ripreso da BI Be su fab
Post di Bi Be
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Report e il caso Zampolli: ritratti di un potere tossico che deumanizza i popoli e distrugge le vite
Le recenti cronache politiche italiane si sono infiammate a seguito di un incontro riservato a Roma tra il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, e Paolo Zampolli, l'imprenditore milanese che Donald Trump ha scelto come inviato speciale per le partnership globali.
Se da un lato il colloquio ha sollevato interrogativi sulle manovre diplomatiche parallele del M5S, dall'altro l'attenzione si è spostata su alcune pesantissime dichiarazioni di Zampolli che saranno oggetto della prossima puntata di Report.
Secondo le anticipazioni, l'inchiesta di Sigfrido Ranucci metterebbe in luce un lato oscuro e profondamente controverso dell'inviato di Trump, citando affermazioni dai toni discriminatori e xenofobi.
Per Zampolli i palestinesi sono "programmati per uccidere" e le donne brasiliane "per fregare e fare le furbe" perché "troie" che "guardano le telenovelas e impazziscono", mostrando un pattern ideologico: la tendenza a "deumanizzare" interi gruppi di persone per giustificare azioni violente o discriminatorie (come la deportazione di massa, la violenza domestica, l'uso della forza e l'uccisione).
Se Zampolli siede al tavolo con i leader italiani parlando di "partnership globali", lo fa portando con sé questo bagaglio di accuse: abusi domestici, manipolazione delle leggi federali USA e una vicinanza mai del tutto chiarita con il giro di Epstein.
Fedelissimo di Donald Trump fu lui, per sua stessa ammissione, a presentare Melania Knauss al futuro presidente durante una festa.
Con il ritorno di Trump alla presidenza, Zampolli è stato investito del ruolo di "inviato speciale", sfruttando la sua doppia natura di conoscitore della realtà italiana e insider dell'amministrazione americana.
Quando si parla di Zampolli, perciò, la linea tra affari privati, amicizie personali e incarichi di Stato è quasi inesistente. Questo è esattamente ciò che Report intende contestare: come un uomo che ha costruito la sua fortuna tra passerelle e real estate possa oggi sedersi a tavola con leader politici per parlare di "dossier sensibili"?
Amanda Ungaro, l'ex moglie brasiliana, con la quale ha vissuto per vent'anni e ha fatto un figlio, racconta di essere salita sul famigerato aereo di Epstein a soli 16 anni, portata dal suo agente.
La sua carriera come modella è iniziata all'età di 13 anni, ancora bambina.
Come proprietario della ID Models, Zampolli era l'uomo che gestiva queste giovanissime ragazze.
Il sospetto sollevato dalle inchieste (e che Report probabilmente approfondirà) è il ruolo di "fornitore" di contatti per l'élite di New York, un'accusa che lo posiziona pericolosamente vicino al network di traffico sessuale di Epstein.
Secondo quanto riportato, Zampolli avrebbe usato i suoi contatti con alti funzionari dell'amministrazione Trump per far deportare la sua ex compagna, subito dopo che lei ha sposato medico brasiliano, e ottenere così l'affidamento esclusivo del figlio.
Se confermato, questo significherebbe che un "Inviato Speciale" ha usato il potere dello Stato americano per risolvere una vendetta privata, trasformando il sistema di immigrazione in un braccio armato personale.
Ora capiamo da dove nascono le parole che Report manderà in onda: "Le brasiliane sono troie, programmate per fregare gli uomini".
Non è un'opinione astratta, ma l'attacco diretto a sua ex moglie Amanda, una donna brasiliana che sta parlando e facendo rivelazioni su Jeffrey Epstein. Rivelazioni che, assieme alle stesse dichiarazioni di Zampolli, hanno portato la First Lady americana a rilasciare un "comunicato preventivo" qualche giorno fa, tra lo stupore generale della stampa mondiale.
Al momento, Zampolli viene accusato di abusi fisici e psicologici, segregazione e sfruttamento del suo status legale, per parte dell'ex moglie.
Questo articolo, tuttavia, non è solo una storia di gossip o una "telenovela", ma la cronaca di come il potere politico possa essere usato per distruggere la vita delle persone, diffondendo stereotipi che incitano alla violenza contro le donne o la popolazione palestinese.
Report non farà altro che unire i puntini tra queste vicende private e il ruolo pubblico che Paolo Zampolli ricopre oggi tra Roma e Washington.
È di estrema importanza. Perché siamo di fronte a un quadro che supera il perimetro della politica per entrare in quello della patologia del potere.
Se le anticipazioni di Report e le testimonianze di Amanda Ungaro troveranno conferma definitiva, Paolo Zampolli non apparirà più come un eccentrico diplomatico d'affari, ma come l’incarnazione di un metodo brutale: l’uso delle istituzioni statali come strumento per regolare conti privati e la deumanizzazione dell’altro (sia esso il popolo palestinese o la donna brasiliana) come pretesto per il dominio.
Le sue parole non sono semplici "scivoloni": definire le donne brasiliane come esseri "programmati per prostituirsi" è una proiezione violenta che serve a coprire una realtà ben più torbida, un tentativo di ribaltare la narrazione, trasformando la vittima in carnefice mentre si esercitano abusi, segregazioni e manipolazioni legali per strappare un figlio alla madre.
Ma c'è di più. In questa vicenda, Zampolli sembra ricalcare sinistramente lo stereotipo più vergognoso dell'uomo italiano nel mondo, quello denunciato dai report dell'Osservatorio ECPAT.
La sua gestione di modelle giovanissime alla ID Models e la vicinanza mai chiarita al sistema di Jeffrey Epstein rievocano quella statistica infame che vede l’Italia ai vertici del turismo sessuale internazionale. Quegli 80.000 italiani che ogni anno viaggiano verso il Brasile, il Kenya o il Sud-est asiatico in cerca di sesso a pagamento (spesso con minori) non sono solo numeri: sono la base culturale di un sistema che vede il corpo della donna straniera e vulnerabile come una merce a disposizione del "potente" di turno.
Vedere i vertici della nostra politica sedere a tavola con chi porta con sé questo bagaglio di accuse è un segnale devastante. Non si tratta di "Realpolitik", ma di una totale cecità etica.
Se il nuovo corso della diplomazia tra Roma e Washington passa attraverso figure che usano le forze dell'ordine per vendette coniugali e che alimentano pregiudizi xenofobi, allora non stiamo solo discutendo di alleanze internazionali. Stiamo accettando che il potere si spogli di ogni dignità, trasformando i diritti umani in un fastidioso ostacolo alla volontà di un singolo uomo.
I dati sono pubblici, le testimonianze sono atroci, i puntini li guarderemo essere uniti nella puntata di Report del 19 aprile.
Ignorarli ancora significherebbe essere complici di un modello di sopraffazione che l'Italia dovrebbe avere l'orgoglio di ripudiare.
Un sincero grazie a Sigfrido Ranucci e all'équipe di Report.
Ps: si vede che le donne brasiliane non guardano solo le telenovelas, ma anche Report.
C.L.Dias
Fonti
1. Corriere della Sera: "Paolo Zampolli, chi è l’uomo dei «20 miliardi in 20 minuti» vicino a Donald Trump" (17/04/2026)
2. Dire: "Domenica le nuove inchieste di Report: le anticipazioni" (17/04/2026)
3. Antimafia: "Ranucci, Report pubblicherà inchiesta esplosiva sul caso Epstein: ''Lascerà il segno'' (16/04/2026)
4. Open: "Perché Melania Trump ha fatto il video su Epstein: le minacce di Amanda Ungaro e il link con Zampolli" (13/04/2026)
5. El País: "Amanda Ungaro: From sharing soirées with the Trumps to being deported by ICE" (12/04/2026)
6. Milano Finanza: "Paolo Zampolli: pronto a testimoniare al Congresso che sono stato io a presentare Melania a Donald Trump" (10/04/2026)
7. La Repubblica: "Paolo Zampolli querela Fedez e Mr. Marra: “Diffamato per l’associazione agli Epstein files”" (30/03/2026)
8. O Globo: "It felt like we were on display, like meat at a butcher shop', Brazilian former model recounts ICE detention and deportation" (26/03/2026)
9. Sito ECPAT Italia: End Child Prostitution
Pornography And Trafficking
10. Melting Pot Europa: "Piccoli Schiavi Invisibili 2025, il nuovo rapporto di Save The Children" (13/08/2025)
SE FOSSE SUCCESSO AL SUD...
Ripreso da NO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE su fb
Mario Roccaraso · eotrndsSop0995c8f9l1g341acg7t97 6m4565103571fghm40flf3ha58h6 ·
SE FOSSE SUCCESSO AL SUD...
Intanto, nel silenzio totale dei Tg nazionali...
Come riportato da Il Fatto Quotidiano, per le Olimpiadi Milano-Cortina (le Olimpiadi dello spreco leghista) il budget originariamente era stato fissato a 1,3 miliardi di euro, venendo poi rivisto fino a quota 1,7 miliardi, con un aiuto dal Governo con un finanziamento di oltre mezzo miliardo. Eppure i conti ancora non quadrano: ad oggi infatti il bilancio è previsto in perdita di addirittura 290 milioni di euro.
Tra i dettagli emersi, Coni e Comitato paralimpico non sono ancora stati pagati e vantano pendenze milionarie verso la fondazione, mentre gli organizzatori non hanno particolarmente badato a spese: tra le altre voci, ci sono 37 milioni in divise, 5 in arredi, 13 per il viaggio della fiamma olimpica.
Una situazione tale per cui a Milano-Cortina ancora non sono riusciti a chiudere il bilancio. E nelle ultime settimane il contesto nazionale e internazionale si è modificato, non aiutando la situazione. Tra la crisi, il caro energia e il taglio delle accise sui carburanti, infatti, ora sembra difficile che il governo possa farsi carico quantomeno dei debiti col Coni, come inizialmente sembrava intenzionato a fare.
Sono anni che denunciamo gli sprechi di queste Olimpiadi che dovevano, secondo le dichiarazioni dei Presidenti leghisti di Lombardia e Veneto, essere totalmente autofinanziate. Infatti, come facilmente prevedibile ora paga Pantalone, cioè tutti noi...
Pensate ora se una spreco del genere fosse successo al Sud, la gazzarra mediatica che si sarebbe scatenata, prima, durante e soprattutto dopo. Invece...
Immagina, puoi...
#votateliancora
👉https://www.calcioefinanza.it/.../olimpiadi-milano.../...
COINVOLGIMENTO DELL'ITALIA IN ATTACCHI TERRORISTICI CONTRO REGIONI RUSSE
Ripreso da Bruna Bovo su fb
🇷🇺 COINVOLGIMENTO DELL'ITALIA IN ATTACCHI TERRORISTICI CONTRO REGIONI RUSSE
Come emerge dai materiali ufficiali e analitici sui risultati dell’ennesima visita a Roma (già la decima) del capo del regime di Kiev Zelensky, suo obiettivo principale era spingere il governo italiano e le connesse imprese del complesso militare-industriale a una cooperazione più attiva con le aziende ucraine che producono droni e gli altri sistemi militari, utilizzati dalle Forze Armate ucraine per colpire il territorio della Federazione Russa.
Avendo ottenuto un sostegno in tal senso in alcune altre capitali dell’UE, il capo di Kiev si è affrettato a gettarsi tra le braccia dei dirigenti italiani con l’intento non solo di ricevere l’ennesima dose di conforto cerimoniale, ma anche di assicurarsi il loro impegno a fornire nuove partite di sistemi letali per proseguire la guerra contro la Russia.
Per quanto nei corridoi del potere romano si cerchi di nascondere le loro reali intenzioni, all’opinione pubblica non è sfuggito che, dietro gli abbracci formali e le pacche sulle spalle, gli istigatori della guerra ucraini vorrebbero vedere un più attivo coinvolgimento dell’Italia, anche sul piano industriale e tecnologico, negli attacchi terroristici, condotti con regolarità, contro obiettivi civili situati sul territorio della Russia, incluse Mosca, San Pietroburgo e altre città situate in regioni lontane dall’Ucraina.
A Mosca è ben noto che alcune imprese italiane sono già coinvolte in siffatte avventure criminali di Kiev, come ha dichiarato il Ministero della Difesa della Federazione Russa nel comunicato ufficiale del 15 aprile.
Secondo i dati del Ministero della Difesa, ben quattro aziende italiane partecipano alla produzione di componenti per UAV ucraini:
CMD Avio SPA (Veneto), MW Fly SRL (Lombardia), EPAPOWER SRL (Piemonte), Gilardoni Vittorio SRL (Lombardia).
Pertanto, invece di adoperarsi per raggiungere accordi pacifici e diplomatici per la cessazione delle ostilità e per eliminare le cause profonde del conflitto in Ucraina, i dirigenti di Kiev, ancora una volta, utilizzando una cortina fumogena di proposte di tregua e ignorando completamente gli interessi della propria popolazione, dimostrano la propria incapacità di negoziare e la volontà di continuare la guerra con l’aiuto dell’Occidente fino all’ultimo ucraino, cercando con tutte le forze di coinvolgere i Paesi europei e di provocare così la terza guerra mondiale, con tutto ciò che ne consegue.
#russia #governo #Meloni
https://t.me/ambrusitalia/3574
Rimpatrio assistito? No! Istigazione a delinquere ...
Rimpatrio assistito?
No! Istigazione a delinquere , a questo porta questa norma inserita nel decreto sicurezza.
In pratica si sta chiedendo agli avvocati di tradire il proprio cliente,che lo interpella per avere garantiti i propri diritti in cambio di €615,00, da incassare dopo che ha eseguito il rimpatrio!
Questa è follia pura!
Una cosa così inaudita che si stenta a credere possa essere stata concepita da un ministro della Repubblica. Auspico solo che Mattarella la rimandi indietro senza indugio, non si può avallare uno scempio del genere. Qui siamo al punto di non ritorno e,credo, a questo punto l'unica cosa da fare sarebbe sciogliere le camere, dare un incarico a un governo tecnico, con il solo compito di approvare una legge elettorale costituzionale proporzionale, per tornare a votare subito, per permettere ai cittadini di scegliersi i propri rappresentanti. Il degrado è talmente grande che è arrivato il momento di una scelta radicale, soprattutto dopo avere visto quello che ci ha raccontato Report ieri sera e, altresì,con chi si accompagnano i politici di varie formazioni che scalpitano per andarsi a riprendere la poltrona di Palazzo Chigi. Basta non se ne può più.... 😭
N.T.
giovedì 2 aprile 2026
I giovani e la speranza
Il discorso inaugurale dell’anno accademico dell’Università di Padova di Paola Bonomi, studentessa di 22 anni, non dovrebbe, o meglio non avrebbe dovuto passare inosservato e far riflettere tutti, soprattutto coloro che hanno contribuito alla devastazione dello stato di diritto di questo Paese, che oggi potremmo definire Stato dei mancati diritti, perché di questo si tratta. Cosa c’è di peggio di impedire ai giovani di esercitare il proprio diritto di voto solo perché ci si trova fuori sede per motivi di studio e di lavoro e nell’impossibilità di pagarsi il viaggio per raggiungere i luoghi della propria residenza? Purtroppo siamo arrivati a questo punto per l’insipienza di questi politici al governo, che esercitano il potere di veto, come in questo caso, solo per fini strettamente personali. Una politica che guarda solo al proprio interesse e non a quello della collettività è malata grave e, purtroppo, lo è da molto tempo, mentre noi il popolo non abbiamo voluto capire e ci siamo girati dall’altra parte, senza minimamente pensare alle conseguenze che tale comportamento avrebbe avuto sui giovani, soprattutto, ma non solo, e nel caso specifico anche sul risultato referendario. Un intrevento questo da dove si evince l’amarezza e la preoccupazione dei giovani di oggi, che denunciano “ la frattura, ormai evidente, tra il futuro che vengoni invitati a costruirsi e il presente”: “Studia, che il futuro è tuo, basta impegnarsi.” “Un po’ di gavetta l’abbiamo fatta tutti.” “Se vuoi puoi.” Per realizzare questo sogno oggi i giovani sono costretti a fare sacrifici immensi, a cominciare dall’esborso dell’esoso costo di €.500,00 per una stanza, per potere soggiornare lì dove hanno scelto di seguire corsi di studio, che, purtroppo, non tutti possono permettersi. Ascoltando questo intervento mi è tornato in mente il tempo passato in cui noi giovani del passato si studiava certi che poi, ottenuto il famoso pezzo di carta, si poteva aspirare a un lavoro certo. Un privilegio che oggi i giovani non hanno più, proprio perché non hanno nessuna garanzia per un futuro certo di lavoro, nonché di vivere quella spensieratezza di cui noi giovani del passato abbiamo potuto godere: una gioventù fatta sì anche di sacrifici - perché neppure negli anni 60-70 si era tutti ricchi- ma c’era la cansapevolezza di un futuro migliore raggiungibile. AI giovani di allora è toccato il privilegio di vivere una stagione ricca di avvenimenti, di sfide in un Paese che si stava risvegliando dalla tragedia della guerra passata. Quelli sono stati anni bellissimi, indimenticabili: tutto sembrava a portata di mano! Per i giovani di allora è stato un periodo fortunato, che purtroppo non abbiamo avuto la capacità di preservare per le future generazioni: questo è il grande rammarico che ognuno di noi dovrebbe avere. E’ vero che a partire dalla fine degli anni 70 il Paese ha attraversato momenti bui, che hanno segnato la vita di tutti noi e per molti è stata la fine di una illusione che si credeva non si dovesse esaurire mai. L’illusione del benessere raggiunto, vissuto come un’assicurazione a vita si è rivelata fallace e senza prospettiva per un futuro di Pace e di benessere. L’incapacità di una visione del futuro da parte della politica ha portato al disastro, non solo dell’Italia, ma di tutto l’occidente, che oggi vive una crisi nera di valori, di lavoro, di sviluppo, di guerre in diverse parti del mondo. E così oggi i giovani si trovano a dovere affrontare un presente senza speranza, ricco d’insidie e ad inseguire il futuro come un miraggio che sembra irrangiugibile per i tanti ostacoli che vi si frappongono. Le guerre imperverano in diverse parti del mondo, genocidi, deportazioni con tutte le conseguenze che ciò comporta e che credevamo sconfitte per sempre. La follia di chi oggi governa il mondo, produce disastri su disastri, a cominciare da quelli ambientali, che stanno distruggendo l’ambiente ed il clima modificto a colpi di geongegneria, con scie chimiche che coprono il nostro cielo azzurro e piogge incessanti che cancellano centri abitati, strade, ponti ecc. per colpa di politiche assassine che mirano a distruggere l’uomo e soppiantarlo con “l’intelligenza artificiale” o forse sarebbe meglio dire con la “deficienza artificiale”. Sarebbe ora di chiederci di chi è la colpa di tutti questi disastri! Non sarà forse dovuta alla mancanza di partecipazione alla politica di tutti? Alla delega in bianco che si è data a politici sempre più corrotti e senza scrupoli? Alla povertà che aumenta per colpa di politiche dissennate,che mettono la ricchezza nelle mani di pochi , mentre al popolo vengono riservate le briciole? Armi di distrazione di massa sono state propinate da tutti i governi, insieme a un sistema di controllo delle masse, per distrarci dai problemi veri, per farci dimenticare il “futuro”, quel futuro che oggi è in mano a una politica spesso criminale, con una giustizia che non è uguale per tutti, con una stampa corrotta, con una sanità allo sbando e impoverita, mentre pochi si sono arricchitti oltre ogni decenza umana a discapito del popolo che hanno reso sottomesso e incapace di reagire. Questo è il mondo che stiamo consegnando ai giovani per colpa delle nostre dimenticanze e incapacità di una politica che governi per il bene comune e non invece per quello di pochi. Nella toscano 2.4.2026
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