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sabato 25 aprile 2026
25 aprile: a Milano contestata la Brigata ebraica, poi viene scortata fuori dal corteo. Fiano: "Mai successo in 50 anni"
Tensioni alla manifestazione milanese. Sala: "Avevo espresso a prefetto e questore la mia preoccupazione"
Mentre via Palestro si riempiva di migliaia di persone pronte a partire in corteo, la Brigata ebraica veniva contestata: “Via i sionisti dal 25 aprile”. A guidare la contestazione, i Carc e alcuni militanti pro-Pal, con bandiere e lo striscione con la scritta "Via i servi di Usa e Nato e i sionisti, per una nuova liberazione”. I manifestanti gridavano "assassini" e spiegavano che gli esponenti della Brigata ebraica ”sono quelli che bombardano le popolazioni di Gaza e quindi non posso partecipare e non hanno diritto a stare al corteo - hanno scandito al megafono -. Festeggiano la resistenza e la lotta partigiana ma non tolleriamo la loro presenza”.
Dopo diversi momenti di tensione, lungo via Senato, lo spezzone della Brigata ebraica - con contestazioni ancora più dure - è stato fatto uscire dal corteo dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa. "Siamo stati cacciati dalla Polizia, è un fatto grave e ne parleremo", ha detto il presidente del museo della Brigata ebraica, Davide Romano.
Con loro c'era anche Emanuele Fiano: "Siamo stati cacciati dal corteo, perché abbiamo nei nostri striscioni la stella di David, perché difendiamo il diritto dello stato d'Israele di esistere, perché difendiamo i diritti della Brigata Ebraica a sfilare? Non lo so, chiedetelo a loro". Poi ha continuato: "Oggi le istituzioni non ci hanno permesso di fare questo ed è una vergogna".
Per il presidente dell'Anpi, Gianfranco Pagliarulo, il corteo diMilano "non è bloccato per le contestazioni ma perché la Brigata ebraica non si è mossa. Il problema è che la Brigata come da accordo con il questore, così mi hanno detto, doveva uscire a un certo punto dal corteo. Perché non c'è solo la Brigata ebraica, cosa assolutamente legittima - ha aggiunto -, ma ci sono anche gli iraniani che vogliono il ritorno del figlio dello Scià - ha aggiunto - e questo non mi pare sia una posizione coerente col 25 aprile".
"I tempi sono questi - ha commentato invece il sindaco di Milano Beppe Sala arrivando in piazza Duomo -. Io devo dire che avevo espresso al prefetto e al questore la mia preoccupazione da tempo. Capisco che poi loro facciano quello che possono, ma la situazione in queste settimane, in questi mesi è questa, quindi c'è poco da stupirsi - ha aggiunto -. Io sinceramente un po' me l'aspettavo. E non lo so, è un fatto organizzativo su cui non posso ovviamente commentare".
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