martedì 22 luglio 2014

Quale modello di governo della società?

LeG Torino
21 luglio 2014 - 3 Commenti »
Francesco Pallante



costituzioneAstraendo momentaneamente dal dibattito in corso in Parlamento, il tema delle riforme costituzionali ci interroga su quale sia il modello di governo della società in astratto preferibile. Alla base, c’è il dilemma che grava sulle società pluraliste democratiche: la democrazia vuole che tutti possano decidere, secondo l’ideale dell’autogoverno; il pluralismo implica la compresenza di una molteplicità di posizioni, anche inconciliabili; le esigenze di governo richiedono che sia assunta una decisione. Come se ne esce?
Dal punto di vista teorico, si possono individuare due soluzioni opposte: la prima, ispirata all’idea che a decidere debba essere l’insieme più ampio possibile delle forze elettoralmente rilevanti (soluzione includente); la seconda, ispirata all’idea che a decidere debba essere la forza che nella competizione elettorale riesce a imporsi sulle altre (soluzione escludente).

giovedì 17 luglio 2014

Contro i ladri di democrazia, no al Parlamento dei nominati e all’uomo solo al comando

Il Fatto Quotidiano
17 luglio 2014 - 7 Commenti »
Antonio Padellaro, Marco Travaglio, Peter Gomez e la redazione del Fatto Quotidiano



CaricheLe controriforme dell’Italicum e del Senato, concordate dal governo con Berlusconi consentono a un pugno di capi-partito di continuare a nominarsi i deputati, aboliscono l’elezione dei senatori ed espropriano i cittadini dei referendum (non più 500mila, ma 800mila firme) e delle leggi di iniziativa popolare (non più 50mila, ma 250mila firme). Chiediamo ai presidenti Napolitano, Grasso, Boldrini e Renzi di sostenere solo riforme che rispettino lo spirito dei Costituenti, per una vera democrazia partecipata.
Antonio Padellaro, Marco Travaglio, Peter Gomez e la redazione del Fatto Quotidiano.Aderiscono anche Sandra BonsantiLorenza CarlassareStefano Rodotà e Salvatore Settis.
C’è già l’adesione di moltissimi soci e di membri direttivi di LeG. Chi vuole può firmare qui.
A:
Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica
Pietro Grasso, Presidente del Senato
Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati
Matteo Renzi, Presidente del Consiglio
Dite no al Parlamento dei nominati e alle riforme che limitano i referendum e uccidono la democrazia partecipataLE CONTRORIFORME dell’Italicum e del Senato delle Autonomie, concordate dal governo con il pregiudicato Silvio Berlusconi e il plurimputato Denis Verdini:

Dite no al Parlamento dei nominati e alle riforme che limitano i referendum e uccidono la democrazia partecipata


LE CONTRORIFORME dell'Italicum e del Senato delle Autonomie, concordate dal governo con il pregiudicato Silvio Berlusconi e il plurimputato Denis Verdini:

La Costituzione come statuto di una maggioranza

Il Manifesto
17 luglio 2014 - 4 Commenti »
Massimo Villone
Berlusconi-renzi


Una valanga di 7000 emen­da­menti può sem­brare un osta­colo insor­mon­ta­bile per la riforma Renzi-Boschi. Ma è un’illusione. Rego­la­mento e prassi cono­scono raf­fi­nate tec­ni­che anti-ostruzionistiche. Per le regole in atto, un ostru­zio­ni­smo di mino­ranza che bloc­chi l’assemblea non è pos­si­bile. Siamo di fronte a qual­che giorno di lavoro par­la­men­tare, niente che non si possa gestire accor­ciando (di poco) le vacanze. A meno che la mag­gio­ranza rifor­ma­trice non si dis­solva. Per que­sto è deci­siva la tenuta del patto Renzi-Berlusconi, difeso dai due sti­pu­lanti a spada tratta, accada quel che accada.

Riforme: Chiti, si scherza con futuro del Paese

ANSA
16 luglio 2014 - 3 Commenti »
“L’ombra è quella di un presidente eletto senza i contrappesi forti” di un Senato eletto dai cittadini, “quella di un modello regionale che diventa nazionale. Mi meraviglia che il ministro” Boschi “lo sostenga in una intervista all’Avvenire. Ci si rende conto di quel che si fa o si scherza con il futuro della nostra Italia e del nostro Paese?”. Lo afferma il senatore del Pd Vannino Chiti intervenendo in Aula sulle riforme.

lunedì 14 luglio 2014

In aula la grande Mortificazione

La "riforma" del Senato
14 luglio 2014 - 2 Commenti »


18desk1f01-senato-emiciclo3Sta arrivando in aula l’abolizione del Senato della Repubblica secondo una legge che viene imposta dal governo alla sua maggioranza, nell’ambito di un patto firmato con il maggior partito dell’opposizione.
Nulla di tutto questo è stato offerto agli italiani come materia programmatica su cui esprimere un voto in una elezione politica.
Ma proprio questo non conta nella visione del premier, poco disposto ad ascoltare obiezioni e preoccupazioni. Come un ragazzo a cui si chiede di rinunciare a un giocattolo a cui è molto affezionato.
Pazienza se “dopo” la democrazia sarà ancora più fragile di quanto lo sia già oggi: Renzi dice che è una grande “occasione” e che il Paese (quale Paese?) non può permettersi il lusso di perderla.
Il dibattito sulla “riforma” si è caratterizzato dal silenzio sulle proposte alternative, rotto soltanto da gesti estremi di oppositori, comunque derisi e alla fine messi a tacere con censura e violenti interventi di sostituzioni al momento del voto in commissione.

Zagrebelsky: “Sulle riforme il governo strozza il dibattito chiedendo la fiducia”

Secondo il presidente emerito della Corte costituzionale in una poposta inviata al ministro Maria Elena Boschi, "è comprensibile voler abolire il bicameralismo". Ma avverte: "Così il Senato sarà non elettivo e la Camera sottomessa al governo"

Gustavo Zagrebelsky