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lunedì 2 marzo 2026
La Spagna dice no a Trump
Da Abolizione del suffragio universale
Con una decisione di straordinaria dignità, la Spagna di Pedro Sánchez ha detto ancora una volta no.
Il governo spagnolo ha infatti negato agli Stati Uniti il permesso di utilizzare le basi militari di Morón de la Frontera e Rota, in Andalusia, per rifornire in volo i cacciabombardieri impiegati nei raid in Iran.
E il Pentagono, di fronte al rifiuto, è stato costretto a ritirare una dozzina di aerei cisterna KC-135 per spostarli in Germania.
La ministra della Difesa Robles lo ha confermato senza mezzi termini: il trattato di cooperazione con gli Stati Uniti opera nel quadro della legalità internazionale e azioni unilaterali senza mandato ONU, NATO o UE non rientrano in quel quadro. Punto. Da qui, il rifiuto.
La Spagna aveva tutte le ragioni per chinare la testa e dire sì, per quieto vivere, per non irritare Trump. E invece ha scelto di stare dalla parte del diritto internazionale.
C’è chi, come il nostro governo, dice sì a tutto.
E c’è chi ricorda all’uomo più potente del mondo che le regole valgono per tutti.
Oggi, ancora una volta, quel qualcuno si chiama Pedro Sánchez.
Pietro Benassi su Crosetto
Ripreso da FB
Piero Benassi è un diplomatico di lungo corso, già rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione Europea ed ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti.
E questa mattina, a Omnibus (La7), con un intervento durissimo e tutt’altro che diplomatico, ha demolito punto per punto le giustificazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto.
Ha parlato di procedura “irrituale”, ha definito la vicenda “incredibile” e ha giudicato ridicola, sotto il profilo della dignità istituzionale, la scelta di rivendicare il pagamento triplo del volo di rientro.
Qui sotto l’intervento integrale:
“Se devo definirla da diplomatico, quella di Crosetto è stata una procedura irrituale. Per i telespettatori userei un’espressione un po' più chiara: incredibile. Incredibile nel senso che ha tratti di poca credibilità. Nel senso etimologico della parola incredibile.
Perché nel momento in cui il ministro della Difesa va anche a fare una missione, per esempio in Tunisia, in un momento in cui tutta la situazione internazionale è tranquilla, comunque viaggia con la scorta.
Il fatto che il ministro della Difesa per una missione privata non solo viaggi con la scorta ma che non lo sappia nessuno mi sembra incredibile.
Che ha fatto? Si è comprato il biglietto aereo da solo? A questo punto non solo manifesto molta sorpresa, ma la cosa mette il governo in imbarazzo, tanto più con la motivazione usata dal Ministro: “Non pensavo che ci fosse questa accelerazione”. È una cosa che aumenta l'imbarazzo.
Però non mi concentro sul viaggio di andata, mi concentro anche sul ritorno.
Io trovo che la politica nostrana paghi 15 anni di populismo, di cercare il consenso dei populisti e così i politici diventano vittime di sé stessi nel momento in cui, in una situazione oggettivamente complicata, io devo recuperare il mio ministro della Difesa e lui sente l'esigenza di dire: pagherò di tasca mia il triplo.
Una cosa ridicola proprio dal punto di vista della dignità istituzionale. A parte che non si capisce, anche un po' da romano, perché è il triplo. Se lo devi pagare, paghi quello che devi pagare. Ma io recupero istituzionalmente il mio ministro della difesa. Questa cosa che pagherò io, di tasca mia il il triplo, non si può sentire.
Credo di essere stato sufficientemente non diplomatico”.
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