lunedì 16 febbraio 2026

La riforma della Giustizia

Menzogne spudorate sono quelle che stiamo sentendo in questi giorni da membri del governo e dai sotenitori del si che rendono veramente triste e pericoloso questo clima che si è diffuso nel Paese, come non si era mai visto. Il ministro Nordio poi ha veramente superato il colmo ed è gravissimo che abbia accusato il CSM di essere "paramafioso", sparando nel mucchio senza minimamente rendersi conto, o forse anche rendendosene conto, che in quell'accusa stava coinvolgendo tutti, a cominciare dal PDR, che ne è il presidente, magistrati integerrimi come Gratteri, che da 35 anni, sacrificando la sua libertà personale, combatte la mafia e tutta la criminalità organizzata, vive sotto scorta. Questa affermazione ferisce anche la memoria di chi come Falcone e Borsellino e tanti altri magistrati che hanno pagato con la vita per avere servito lo Stato in maniera esemplare. Un ministro che non ha argomenti per spiegare la sua disastrosa riforma , che tocca ben sette aricoli della Costituzione, pensa di convincere gli italiani denigrando in blocco la magistratura. Tutto questo è inaccettabile e intollerabile in uno stato di diritto soprattutto per chi riveste incarichi istituzionali come quello di ministro che ha il dovere di rispettare la Costituzione su cui ha giurato e svolgere il suo ruolo con disciplina e onore. Purtroppo , come stiamo vedendo ogni giorno di più, non è così. Chiediamoci il perchè di tutta questa aggrassività. Non sarà perchè le ragioni del NO prevalgono su quelle del si, e prevalgono perchè i cittadini in maggioranza hanno ben compreso qual'è la posta in gioco e cioè che si sta lavorando per cercare di sottomettere il PM alla politica, cosa che non è un mistero visto che il ministro lo ha candidamente affermato. Se passasse il si ci ritroveremmo quindi con una magistratura non più autonoma, ma sottomessa alla politica, come prova la stessa composizione dell'alta Corte, che sarebbe composta da PM e Giudici scelti con il sorteggio- cosa mai vista in un Paese democratico per le cariche istituzionali -e con membri laici scelti dalla politica e sorteggiati tra quelli scelti dalla stessa. Quindi due modlità differenti per l'elezione del consiglio dell'alta Corte, che, come chiunque può immaginare, sarà dominata dalla politica e di più se le sedute del consiglio sono valide anche con la sola presenza di un PM e Un Giudice. Da una situazione simile che potrebbe verificarsi conseguirebbe che i membri laici scelti dalla politica deciderebbero le sorti del PM o del Giudice e su tutte le decisioni di merito. Già sola questa eventualità mette i brividi! La modifica che prevede lo sdoppiamento del CSM e , come annunciato da Tajani, la polizia giudiziaria tolta al PM e posta alle dipendenze della politica ci porterebbe diritti a una dittatura, di cui possiamo oggi solo immaginare quello che ne deriverebbe. Ovviamente da questa riforma , se malauguratamente venisse approvata dai cittadini, gli unici a trarne vantaggio sarebbero i politici e i colletti bianchi, che potrebbero delinquere tranquillamente. E' evidente, quindi, che è interesse dei cittadini/e lottare per non fare prevalere il si e votare in massa NOOOOOOO, perchè la Costituzione è di tutti e nessuno, soprattutto il governo, che quando si discute di modificare la Costituzione, come ebbe a raccomandare Calamandrei, dovrebbe abbandonare gli scranni. Invce qui è stato il governo a proporne una modifica così radicale e, cosa assai grave, senza nemmeno dare al Parlamento la possibilità di intervenire. La menzogna spudorata e, ahinoi, anche la rabbia di molti cittadini per una giustizia che spesso non ha assolto in pieno il suo compito sono due aspetti che trovo gravi. La verità non dovrebbe mai essere sacrificata per ottenere consensi e la rabbia dovrebbe tacere di fronte alla pericolosità di questa riforma, soprattutto perchè qui stiamo parlando di modific di sette articoli della Costituzione, non di giudici meritevoli o no, che come chiunque può immaginare la riforma non può intervenire, proprio perchè riguarda la Costituzione. N.T.

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