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giovedì 3 aprile 2025
Tutti in piazza il 5 aprile
Ricevo e pubblico, condivido e sottoscrivo:
La guerra iniziata il 24 febbraio 2022 con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, si protrae ormai da oltre tre anni causando sofferenze inenarrabili alle popolazioni coinvolte, disastri ambientali incommensurabili e la morte sui due fronti di centinaia di migliaia di giovani mandati al massacro dai rispettivi governi.
La NATO e i vertici dell’Unione Europea non hanno fatto nulla, né per scongiurare – come avrebbero potuto – lo scoppio della guerra, né per arrestarne il corso. Al contrario hanno bandito ogni ipotesi di negoziato e hanno alimentato il conflitto rifornendo l’Ucraina di armi sempre più performanti, coltivando il mito di una vittoria militare impossibile da conseguire.
La guerra e le sanzioni imposte alla Russia hanno prodotto un balzo in alto dei costi delle materie prime e un’impennata dei prezzi, non controbilanciata dalla crescita dei salari, causando un generale peggioramento delle condizioni di vita per milioni di persone.
La prospettiva che si ponga fine alla guerra e si giunga finalmente al cessate il fuoco, a seguito dell’apertura di negoziati fra gli Stati Uniti e la Russia ha suscitato smarrimento nei vertici dell’UE e nelle Cancellerie dei principali Paesi europei, al punto che il Parlamento europeo nella sua Risoluzione del 12 marzo 2025 ha espresso “sgomento per quanto riguarda la politica dell’amministrazione statunitense di riappacificarsi con la Russia.”
Di fronte alla prospettiva del cessate il fuoco, la risposta dell’UE e dei principali paesi europei non è stata quella di attivarsi per agevolare il percorso di costruzione della pace, ma, al contrario, quella di prefigurare la continuazione della guerra con altri mezzi. Il Piano Re Arm Europe (in seguito pudicamente rinominato Readiness 2030), proposto dalla Presidente della Commissione, Ursula Von der Layen, propone la mobilitazione di 800 miliardi di euro per consentire un riarmo straordinario dei Paesi europei;
Lo scopo di questo processo di riarmo è quello di prepararci alla guerra, come ha dichiarato Il 18 marzo la stessa Ursula Von der Layen durante un discorso alla Royal Danish Military Academy a Copenaghen. Rientra in questa direzione la “Strategia Ue per la preparazione” lanciata dalla Commissione e dell'Alta rappresentante Kaja Kallas. Nella strategia si incoraggia la popolazione a fare "scorte essenziali per un minimo di 72 ore in caso di emergenza."
In questo quadro, il vertice dei “volenterosi” convocato a Parigi, con la partecipazione dei leader europei e del presidente ucraino Zelensky, è un malcelato tentativo di ostacolare il processo di pace. Il nodo centrale dell’incontro è l’invio di truppe in Ucraina. Non parliamo di forze di interposizione con un mandato condiviso da entrambe le parti, ma di truppe di interdizione, “pronte a combattere”, secondo le dichiarazioni dello stesso Zelensky. Siamo quindi di fronte non alla preparazione di una missione di pace ma a una prospettiva di guerra. Non si tratta di chiudere il conflitto armato, ma – al contrario - di ostacolare il cessate il fuoco, seminando ulteriori fattori di ostilità fra le parti, con il rischio di coinvolgere l’Europa in una spirale bellica incontrollabile.
Si viene così delineando un progetto politico demenziale e nefasto per tutti i popoli europei. Siamo arrivati al punto che le istituzioni europee producono terrorismo psicologico per farci rassegnare all’idea che la guerra è incombente e quindi bisogna riarmarsi. In realtà l’incremento delle spese militari non ha nessuna ragione obiettiva su cui fondarsi poiché la spesa totale per la difesa degli Stati membri dell’UE nel 2024 ha raggiunto un valore stimato di 326 miliardi di euro, a fronte di una spesa di 145,9 miliardi di dollari della Russia.
Quella destinata al riarmo è una cifra enorme, sottratta alla sanità, all’educazione, alla difesa ambientale, alla lotta alla povertà, che modifica l’identità delle democrazie europee segnando il passaggio dal welfare al warfare. Si ingannano i popoli europei agitando una minaccia che non esiste.
Noi non abbiamo nessun motivo per portare guerra alla Russia, come la Russia non ha nessun motivo per portare guerra all’Italia o ad altri paesi europei. La sicurezza si difende costruendo rapporti pacifici fra le nazioni, attraverso il disarmo reciproco e concordato, non attraverso la corsa agli armamenti. Il processo di riarmo serve solo a identificare un nemico, ad attribuire alla Federazione russa il ruolo del nemico, dividendo l’Europa con una nuova drammatica cortina di ferro. Siamo di fronte ad un passaggio cruciale per il nostro futuro. Dobbiamo bloccare questo processo prima che divenga irreversibile. Per questo aderiamo ed invitiamo tutti a partecipare alla manifestazione indetta dal movimento 5 Stelle per il 5 aprile a Roma con una chiara piattaforma contro il riarmo europeo. Occorre superare ogni steccato e costruire una grande unità di popolo per la pace, per il futuro, per i nostri figli.
Roma, 1° aprile 2025
Pino Arlacchi, Elena Basile, Piero Bevilacqua, Maria Luisa Boccia, Ginevra Bompiani, Alberto Bradanini, Giacomo Costa, Roberta De Monticelli, Monica Di Sisto, Domenico Gallo, Claudio Grassi, Raniero La Valle, Lea Melandri, Pasqualina Napoletano, Moni Ovadia, Ali Rashid, Francesco Sylos Labini, Linda Santilli, Vauro
venerdì 7 marzo 2025
Difendiamo la democrazia: Questa non è l'Europa che vogliamo e per questo oc...
Difendiamo la democrazia: Questa non è l'Europa che vogliamo e per questo oc...: Acquistare armi non con fondi coesione, ma indebitandosi oltre misura : questa è la bella trovata degli scienziati europei, come se i debiti...
lunedì 24 febbraio 2025
Elezioni in Germania : L'impossibilità di un cambiamento radicale
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Il risultato delle elezioni politiche in Germania non dovrebbe fare dormire sonni tranquilli a nessuno.
La destra, la peggiore dx ha avuto il 20% dei voti, non è il primo partito, ma poco ci manca.
(CDU) ovvero la Forza Italia tedesca è il primo partito che con il suo 28% non avrà i numeri per governare da solo e, quindi, sarà costretto ad allearsi al (SPD) ovvero Piddì tedesco, con dentro una terza gamba, magari i Verdi della guerrafondaia Baerbock.
Se così sarà non sarà cambiato nulla.
Merz, sarà il prossimo cancelliere, che, Come descritto da G.Salamone, è "un personaggio super milionario, figlio di nobili e legato mani e piedi agli ambienti finanziari che contano: è stato dentro anche in BlackRock. Giusto per non farsi mancare nulla, dopo la vittoria si è presentato rispondendo presente all'appello di Mark Rutte, il segretario della Nato che senza perdere tempo gli ha lanciato la freccia del riarmo compulsivo e della demonizzazione del "mostro" Russo. "
Se a questo si aggiunge la presidente del parlamento europeo, che freme per mandare armi all'Ucraina, come pure la Giorgia nostrana e Macron viene fuori un quadro davvero preoccupante, che ci prospetta un futuro nero come la pece.
Tutti erano pronti alla spartizione della torta Ucraina e non si rassegnano al fatto di essere stati messi all'angolo da Trump.
Sono i nuovi mostri che cercano di sabotare il processo di pace voluto da Trump e Putin, incuranti delle conseguenze disastrose che potrebbero avere le loro scelte folli, incapaci di assumersi la responsabilità di avere partecipato a una guerra disastrosa e impossibile da vincere per conto degli USA, che oggi presentano il conto.
L'illusione di sconfiggere Putin, la prima potenza mondiale, è segno di follia pura, che avrebbe bisogno di essere curata in luoghi appropriati e invece eccoci qui,ancora una volta il popolo non ha saputo scegliere! Chiediamoci perchè? Le risposte sono tante, una delle quali è l'informazione teleguidata, la rabbia, il disagio e poi anche le leggi elettorali, che con marchingegni tipo quelli del rosatellum nostrano non permettono ai cittadini di scegliere per chi votare e così ci ritroviamo sempre con le stesse persone al potere, mentre c'è pure chi continua a governare pur essendo stato sconfitto, come Macron in Francia.
Il problema vero è che la stragrande maggioranza dei cittadini ha abdicato alla partecipazione politica e questo ha come conseguenza la impossibilità di fare emergere una nuova classe dirigente, che, come abbiamo visto, anche in Germania, è sempre la stessa da decenni a girare e/o a ritornare come nel caso di Merz.
Il disagio dei popoli viene così intercettato e raccolto in buona parte da formazioni di estrema dx, che con le loro proposte razziste riescono a convincere la parte più debole e sprovveduta della popolazione; questo è uno dei problemi più grandi che ci troviamo ad affrontare nel prossimo futuro.
Sarebbe il caso di interrogarsi seriamente per riuscire a trovare un modo di intercettare il disagio e lavorare per costruire una politica nuova capace di risolvere i problemi di ogni giorno di ognuno di noi, smarcandoci dal vassallaggio degli USA, per riacquisatre la nostra sovranità in tutti i campi e lavorare per una pace duratura.
Lo so è un vasto programma, che ha bisogno di impegno e perseveranza, necessari per cambiare il corso delle cose e per cercare di salvarci anche dai predatori di oltre oceano, magari riavvicinandoci alla Russia, per risolvere almeno i nostri problemi energetici.
N.T.

mercoledì 4 dicembre 2024
martedì 29 ottobre 2024
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